Il Tirreno

Le rsu pronte ad aprire una nuova vertenza. Sciopero se non si dirà stop alle riorganizzazioni

Così si smantella l'antincendio

Marco Bardini, coordinatore Rsu e, a fianco, una veduta dello stabilimento Solvay di Rosignano
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Marco Bardini, coordinatore Rsu e, a fianco, una veduta dello stabilimento Solvay di Rosignano

Sindacati contro Solvay: «Pompieri utilizzati per fare le lettiere per gatti»

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 ROSIGNANO. L'ultima ipotesi di riorganizzazione proprio non è andata giù. «E' stata la goccia che ha fato traboccare il vaso», dicono oggi Marco Bardini e gli altri rappresentanti delle rsu Solvay e che ha spinto il sindacato a premere sull'acceleratore della protesta.  Di che cosa si tratta? E' la riorganizzazione dell'ex Spes, la squadra antincendio, presidio di sicurezza tra le mura dello stabilimento chimico. Riassetto che Solvay aveva già avanzato, come ipotesi, a primavera e che adesso - nonostante l'allarme lanciato dai sindacati - l'azienda è intenzionata a riproporre. Con modalità e criteri che le rsu contestano pesantemente.  «Ci hanno prospettato - spiega Bardini, coordinatore rsu - l'utilizzo ciclico del personale Spes per il settore Vps (valorizzazione prodotti sodici). In sostanza i conduttori, secondo turni, faranno pare dell'unità che produce lettiere per gatti. Ciò comporterà lo smantellamento della vigilanza alla porta dell' Aniene». Bardini indica poi altri problemi legati alla riorganizzazione. «A fronte di una produzione in ripresa Solvay continua in questa politica di riorganizzazioni». E Strabone (Uil): «C'è il problema delle manutenzioni, di impianti - come la sodiera - che non hanno "fatto il tagliando", (mancata fermata) e che quindi potrebbero trovarsi in difficoltà di fronte a richieste di maggiore produzione. C'è un numero di dipendenti che è calato drasticamente negli anni».  Ingallinesi (Cisl): «Sin da subito abbiamo manifestato scetticismo per la riorganizzazione della Ses che ci veniva proposta, pur non manifestando pregiudiziali. Poi si è assistito ad una ripresa del mercato ma da parte della Solvay i segnali in arrivo non sono cambiati». Benvenuti (Ugl): «C'è preoccupazione perché, sebbene ci sia una schiarita sul progetto Rosignano con la firma del ministro, da Solvay non arrivando indicazioni o sforzi per superare questa fase critica».  Chiude Alessandro Lami (Cgil): «La situazione è critica. Alle ditte si rinnovano contratti di 3 mesi in 3 mesi. Per la prima volta Solvay non rispetta gli accordi presi sui cantieri di Ponteginori, si va avanti con riorganizzazioni - come l'ultima per la Spes - che vanno a scapito della sicurezza...» Da qui la mobilitazione, con tutte le categorie produttive e le organizzazione sindacali, per aprire una vertenza più complessiva. Della serie: o Solvay torna sui suoi passi, o proclameremo agitazioni e scioperi. A.R.

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