La manifestazione
Pozzi inquinati, 20 restano chiusi
Mario Moscadelli
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In alto la zona del quartiere il Villaggio maggiormente compromessa dallo sversamento avvenuto nel luglio del 2005 L'ordinanza potrebbe essere ritirata tra 6 mesi, collaudo permettendo
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ROSIGNANO. Ci aveva visto lungo il signor Roberto Avella quando sul Tirreno del 3 giugno del 2008 disse che «nel migliore dei casi serviranno ancora un paio di anni per vedere terminata la bonifica dei pozzi inquinati». Previsione giusta quello del residente di via Quarnaro, perché solo all'inizio del 2011 il Comune dovrebbe ritirare completamente l'ordinanza che vieta di emungere acqua dalle riserve del quartiere il Villaggio, nel 2005 inquinate da una fuoriuscita di idrocarburi proveniente dalle cisterne sottorranee del distributore Esso di via della Cava. Ordinanza attualmente in vigore per 20 pozzi, che nel migliore dei casi potranno tornare ad essere funzionanti tra sei mesi. Il 26 luglio scorso, infatti, la Conferenza dei servizi - sulla base dei monitoraggi eseguiti nel corso di questi quattro anni da Peltrotecnica e Arpat - ha deciso di concludere (o forse meglio di dire di "congelare") l'operazione di bonifica vera e propria della falda acquifera e di avviare la fase di collaudo per la zona esterna al distributore Esso, la zona residenziale più colpita dall'inquinamento. Una fase che durerà circa sei mesi e che sarà attivata a partire dalla metà del mese di settembre. Soltanto al termine di questo periodo si deciderà se revocare o meno l'ordinanza. Ma come funziona questo collaudo, che sulla carta dovrebbe essere l'ultimo atto di questa delicata vicenda, che tanti residenti ha fatto arrabbiare? Per prima cosa sarà spento il pozzo barriera posizionato "a difesa" della zona rossa, ovvero dei nove isolati che da via delle Pescine scendono giù su via Quarnaro. È qui, infatti, che è ancora in vigore il divieto di utilizzare l'acqua dei pozzi privati. Dal momento dello stop all'attività del pozzo barriera dovranno passare sei mesi. Nell'arco di questo periodo, saranno predisposte tre campagne di monitoraggio per analizzare lo stato delle acque. O meglio ancora: per capire se la falda dà risposte positive e l'inquinamento è stato definitivamente sconfitto. Al termine di questo monitoraggio ci sarà la prova del nove. Saranno eseguiti due test finali incrociati: alle analisi di Petroltecnica (la società che si occupa della bonifica per conto di Esso) ci sarà il contraddittorio fornito da Arpat. Se entrambe le rilevazioni daranno esito positivo, vale a dire la falda non ha più bisogno di essere tratta, allora si potrà lavorare per revocare per sempre quell'ordinanza firmata dall'ex sindaco Alessandro Nenci. Insomma, dovranno avere ancora pazienza i residenti della fascia "rossa" di via Quarnaro, che da 5 anni devono fare i conti con le riserve di acqua private messe ko da quello sversamento di 1500 litri di benzina.
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