Attenzione
Caso Solvay. Produzione ko e mercato in crisi. Fabbricazione in vendita? Lazienda smentisce
Soda, resta un anno nero
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La sodiera Solvay vista dall Aurelia Operazioni sull'impianto ma la ripresa ancora non c'è
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ROSIGNANO. Quelli che s'intravedono all'orizzonte sono deboli «segnali di rilancio». «Segnali vari ma non stabilizzati nel tempo» - spiega la società Solvay - che non consentono ancora di poter parlare di una ripresa economica. L'azienda conferma quindi che la crisi che ha investito la nostra economia senza risparmiare il comparto chimico non è ancora alle spalle e che il 2010 sarà un anno di transizione che non permette previsioni ottimistche. Soprattutto sul mercato della soda. In queste ultime settimane si sono registrati interventi - veri e propri gridi di allarme - lanciati dalle organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl Uil e Ugl) alle quali è seguito, ieri, un preoccupato monito del primo partito della maggioranza, il Pd. Sia i sindacati che il Pd contestano a Solvay un sostanziale immobilismo sul fronte degli investimenti e temono una politica di disimpegno dell'azienda sul territorio. A supportare ciò alcuni segnali recenti che arrivano da via Piave: pensiamo alle imprese del parco industriale che hanno risentito della crisi con alcune ditte dell'indotto che hanno perso decine di posti di lavoro, costrette a ricorrere agli ammortizzatori sociali (soprattutto cassa integrazione, come nel caso dell'Acli Labor) per gestire una fase d'emergenza. Ma anche alla riduzione degli interventi di manutenzione legata ad una scelta aziendale di ridurre i costi e che ha interessato gran parte delle fabbricazioni dello stabilimento di Rosignano. E la crisi della sodiera - cuore pulsante della fabbrica - con un 2010 che marcherà di nuovo un segno negativo su produzione e mercato. La decisione, presa dal gruppo, di mettere sul mercato le opere sociali (teatro Solvay e circolo ricreativo) motivata con le esigenze aziendali di incamerare liquidità per far fronte alla crisi. Infine il progetto Rosignano che è in stand-by e sul quale pesano le incognite legate ai tempi della politica e alle incognite di mercato (fabbisogno di gas) che hanno raffreddato gli entusiasmi di Edison e dei suoi partner. L'affare sodiera. In questi giorni in ambienti politici di centrosinistra si è addirittura rincorsa la voce che la Solvay avrebbe deciso di mettere in vendita la sodiera avendo già scelto una finanziaria lussemburghese incaricandola dell'operazione. Indiscrezione che Solvay smentisce seccamente. Semmai proprio in queste settimane l'azienda ha intrapreso operazioni di rimodulazione di marcia dell'impianto in modo da ritarare la fabbrcazione per quando il mercato del carbonato di sodio tornerà ad essere florido. In sostanza: da tempo Solvay non marcia più sui picchi di 3mila tonnellate/giorno ma ben al di sotto (2.200). Oggi si eseguono interventi per riportare la solvay a marciare su livelli più alti. Soda senza mercato. La crisi della Saint Gobain, il crollo del prezzo del vetro, la concorrenza dei paesi emergenti e della soda turca hanno inciso sulla produzione Solvay. Nel 2009 c'è stato un calo del 40% cui Solvay ha risposto cercando di abbattere i costi a tappeto (5 milioni di riduzione). Oggi - dicono dallo stabilimento - qualche segnale di ripresa c'è, ma non consente ancora sicurezza. Pensiamo per esempio al secondo forno della Saint Gobain. Difficilmente sarà pronto prima della fine del 2011. E poi bisognerà vedere se Saint Gobain continuerà a scegliere la soda Solvay visto che parliamo di contratti internazionali fra gruppi che hanno tempi e vincoli. Se ne deduce che il quadro,per la soda, è ancora molto incerto. Mentre sono buoni i risultati che arrivano dal bicarbonato con l'investimento del nuovo impianto di 2 anni fa. Questione manutenzioni. Solvay conferma che con la diminuzione della produzione della sodiera c'è stato una manutenzione ridotta ma mai «a scapito della sicurezza e degli standar ambientali». Con le operazioni di rimodulazione della marcia saranno eseguiti nuovi interventi. Ossigeno per alcune imprese in quadro generale che resta comunque fosco e preoccupante. A.R.
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