Il Tirreno

LA PROTESTA

Avvocato Mario Bartoli

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LA PROTESTA Alcuni commercianti esclusi dalla Pro Loco?  Scrivo questa lettera come portavoce del dissenso di alcuni commercianti di Bibbona nei confronti della ben nota manifestazione "Convivia" che, come agni anno ad agosto, si tiene nel suddetto paese. Come in ogni comune, l'istituzione che si occupa dell'organizzazione di certi eventi è la Pro loco che dovrebbe tutelare l'interesse delle varie attività commerciali e professionale del luogo, cercando di agevolare l'affluenza delle utenze senza però trascurare il rispetto del comune cittadino.  In verità, come sempre accade, non tutta la comunità può essere accontentata "nel coscio", basta però non dare privilegio ad alcuni, mettendo in secondo piano altri. Questo è quello che di fatto è accaduto per diverse attività. Scrivo quindi anche per ricevere una risposta in merito. Negli anni passati, alcuni componenti dell'associazione Pro loco, erano incaricati di raccogliere l'adesione a determinate proposte inerenti la manifestazione e altre varie iniziative, al fine di allestire i volantini in cui, con spesa ragionevole, si poteva usufruire di un servizio di pubblicità. Tutte le attività venivano contattate, e chi non fosse stato interessato ad usufruire di tale servizio non era obbligato a farlo. Il tempo passa, le utenze aumentano e anche le attività. La Pro Loco si è dimenticata o forse ha omesso di contattare determinati negozianti o professionisti, dando la preceenza ad altri. Gradirei pertanto ricevere delle delucidazioni in materia. Dr. Giovanna Peccianti, Elisa Barbetti e Samantha Palombo LA REPLICA È la mia assistita che ha sporto querela  L'avvocato Mario Bartoli scrive per conto della sua assistita, una donna denunciata per truffa dai carabinieri a seguito di una compravendita immobiliare.  Nessuna messinscena è stata organizzata dalla mia assistita davanti al notaio per trattenere la caparra e non è vero che la venditrice ha fatto sapere alla controparte di non presentarsi. Vi sono testimoni che possono convalidarlo. Tutto nasce da una querela del promittente acquirente e ad oggi, nonostante una mia raccomandata indirizzata ai carabinieri di Bibbona in cui si invitavano a voler acquisire i tabulati telefonici dell'agenzia immobiliare a cui avrebbe telefonato la mia cliente e a voler sentire una persona, non sarebbe stata espletata tale attività investigativa. Nel merito, sono stati sottoscritti e registrati tra la mia assistita e il promittente acquirente due preliminari per un complesso immobiliare e per terreni a Bibbona. In tali atti è stato previsto quale termine perentorio per l'acquisto il 15 marzo 2010. La mia rappresentata veniva avvertita da una dipendente dello studio del notaio Mauro Cristiani, e solo nella tarda serata dell'11 marzo, che entrambi i rogiti sarebbero stati stipulati il 15 marzo alle 15.30 presso lo studio notarile. La segretaria inoltre ha fatto presente che era necessaria la produzione del certificato di destinazione urbanistica relativo ai terreni.  La mia cliente, la quale riteneva che all'incombenza della produzione del Cdu avesse già provveduto l'agenzia, si è preoccupata di recarsi nella mattinata del 12 marzo in uno studio tecnico per richiedere il certificato. Il lunedì successivo (gli uffici comunali sono chiusi il sabato e la domenica) il geometra ha ritirato il certificato datato 11 marzo ma pronto solo ora per la consegna. La mia assistita, già dalle 11 si trovava nello studio del tecnico e il certificato le è stato consegnato alle 12.30. Pertanto lei si è presentata alle 15.30 davanti al notaio consegnando l'originale del certificato. Nessuno però era presente per la parte acquirente. Così il giorno dopo la signora è venuta da me e abbiamo inviato una raccomandata al potenziale acquirente, comunicandogli che entrambi i preliminari avrebbero dovuto considerarsi risoluti ai sensi dell'art. 1457 codice civile. Altro che truffa! Successivamente la mia assistita, nella notte tra il 18 e il 19 marzo, passando vicino alla propria abitazione si è accorta che tutte le luci erano accese. Ha telefonato al 112 e i carabinieri hanno constatato che all'interno c'era il promittente acquirente. Che non si è nemmeno allontanato. Così la mia assistita ha sporto querela per violazione di domicilio.

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