Attenzione
Cinghiali straziati, preso un bracconiere
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Uno dei cinghiali abbattuti dai bracconieriE ora s'indaga sul business della carne clandestina
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CECINA. Gli altri bracconieri sono scappati ma uno l'hanno beccato. La forestale lo ha denunciato per caccia in periodo di divieto generale e detenzione illegale di arma da punta e da taglio. Ma la notizia è un'altra e più grossa: il responsabile del nucleo investigativo della forestale ammette che «sì, questa gente si appoggia a ricettatori che acquistano la carne sottocosto e la piazzano in ristoranti e sagre. In violazione della legge e di tutte le norme igieniche». Davide Ciccarelli dunque conferma la storia raccontata oltre un anno fa al "Tirreno" da alcuni imprenditori ed ex cacciatori. Una storia di cinghiali sterminati e straziati. E di business della carne. Parole accompagnate da foto di teste mozzate e interiora lasciate a marcire sui campi. Ora la forestale si è imbattuta non solo nei resti di quei poveri animali, ma anche nei bracconieri. Domenica notte li hanno visti, seguiti e ne hanno acciuffato uno. Si tratta di un cinquantenne di Casale. Guardacaso, proprio il fratello di quello già indicato come il macellatore del gruppo, dalle cui mani transiterebbe il mercato clandestino della carne diretta in ristoranti e sagre. Dal 24 maggio dello scorso anno, giorno in cui pubblicammo la notizia, non si era più saputo niente. Fino alla settimana scorsa, quando qualcuno ci aveva segnalato che erano ricominciate le battute nella macchia della Magona. «Ma aspettate a scrivere perché abbiamo avvertito la forestale e qualcosa succederà», avevano detto. E qualcosa è successo. Lo sanno bene gli ospiti dell'agriturismo Sant'Elena che venerdì hanno passato la notte in bianco a causa di una sparatoria cominciata alle 23 e conclusa alle 4. I turisti erano in giardino a scattarsi foto ricordo quando hanno sentito una prima scarica di colpi e si sono rifugiati in camera. Al mattino si racconta di gente infuriata, un russo in particolare era fuori di sé. Si racconta anche di sette capi abbattuti (tutti maschi per non pregiudicare la riproduzione) e di carcasse lasciate tra i campi in località Calcinaiola-Ginestriccio. Fotografate anche queste. I bracconieri sono tornati domenica sera. Ma stavolta c'erano anche gli uomini della forestale. Quelli del nucleo investigativo e quelli della stazione di Cecina. La luna piena ha consentito un'ottima visuale, anche se gli agenti erano andati attrezzati con visori notturni. Intorno alle 4 si sono messi a seguire un'auto, a quanto pare una Citroen che procedeva a fari spenti, per alcuni chilometri su strade di campagna. E poi l'hanno fermata. Al volante c'era il casalese. Nel portabagagli tre cinghiali di cui due, i più grossi, decapitati e sviscerati. L'uomo stava andando a caricare altri due cinghiali, non ancora straziati. Li ha recuperati la forestale il mattino dopo in un campo. Il casalese non avrebbe materialmente sparato agli animali, li avrebbe solo raccolti e decapitati. I complici con fucili, mirini e puntatori laser, nascosti e mimetizzati nel bosco, sono riusciti a fuggire. Secondo la forestale erano cinque o sei. Ora le indagini proseguono per risalire a loro ma soprattutto ai ricettatori.
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