Sicurezza
UN TIFOSO
Che tristezza la fine del calcio a Cecina
Alberto Balestri
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Si chiude nello squallore di vicende giudiziarie la storia del calcio di questa città. Peccato. Non se lo meritava la nostra tradizione antica, non se lo meritava la città. E soprattutto non se lo meritavano quei ragazzi valorosi che avevano mantenuto la categoria, contro tutto e contro tutti. Sì, cari amici del Tirreno, un piccolo gruppo di ragazzi, appassionati e generosissimi, sapientemente guidati dal loro giovane allenatore, Guido Pagliuca, hanno scritto una delle più belle e onorevoli pagine del "Romanzo rossoblù", per aver mantenuto, soli contro tutti, la categoria (la serie D) in condizioni difficilissime, evitando addirittura gli spareggi. Sembrava un nuovo inizio: i molti che si erano allontanati disgustati dalle vicende societarie erano ritornati numerosi allo stadio, ogni domenica, per sostenere questi ragazzi meravigliosi. La società ormai era alla deriva. Si formò una cordata di imprenditori per tentarne il salvataggio; ma tutto è finito in estenuanti beghe legali, in difesa dei propri interessi piuttosto che della società rossoblù. Un patrimonio comune, momento importante di partecipazione e di socializzazione, immagine stessa della città, che avrebbe meritato il solidale impegno di tutti per la sua salvezza. Un impegno che purtroppo è clamorosamente mancato. Ho ragione di ritenere, con grande amarezza, che in tutta questa storia ciascuno, ai vari livelli di responsabilità, ci ha messo un po' del suo per affossare definitivamente il Cecina calcio, costretto a iscriversi in Eccellenza per non morire. Chiudo rivolgendo un doveroso ringraziamento a Guido Pagliuca e ai suoi ragazzi per aver difeso con onore i nostri colori.
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