Finanza
«Il Comune risarcisca i lavoratori»
Andrea Rocchi
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Uno scorcio del cimitero comunale Appalto cimiteri: palazzo civico condannato per tre operai senza stipendi
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CECINA. Una vicenda paradossale, quasi comica, se in ballo non ci fosse il futuro e la stabilità economica di tre famiglie. Tre operai che lavorano in appalto per il Comune nei servizi cimiteriali e che devono avere stipendi e tfr dalle ditte appaltatrici. Che nel frattempo sono sparite nel nulla. Col risultato che il giudice, nel marzo scorso, ha già condannato il Comune di Cecina (in solido con la Equinozio, la cooperativa di Anzio per la quale lavoravano i tre operai) a pagare circa 44.000 di una parte di stipendi che spettavano ai dipendenti (soldi peraltro non ancora in possesso dei tre operai). E con l'aggravante che adesso partirà una nuova causa nei confronti dell'ultima impresa che ha avuto l'appalto della custodia dei cimiteri, una coop dell'Aquila. Causa che sta patrocinando l'ufficio vertenze della Cgil e che chiamerà nuovamente l'amministrazione comunale a rispondere in solido degli stipendi (una parte) che non sono stati versati ai tre sfortunati lavoratori. La sentenza del giudice del lavoro Jacqueline Magi per il caso Equinozio è arrivata nel marzo scorso. La causa, patrocinata dalla Cgil e affidata all'avvocato Bruno Neri del Foro di Livorno, si è conclusa con la condanna in solido del Comune a risarcire i tre operai. Solo che l'amministrazione comunale - spiega l'avvocato Neri - si era riservata 120 giorni dalla notifica della sentenza prima di pagare. Superati i termini - è notizia di questi giorni - è partito l'atto di precetto nei confronti di palazzo civico. Anche se proprio ieri dal Comune di Cecina è arrivato l'ok per saldare l'indennizzo. I guai per l'amministrazione locale non sono però finiti qui. Mentre oggi si vede obbligata a sborsare 44mila euro più spese legali per il vecchio appalto (chiuso a febbraio 2009), la Cgil - come ci conferma Antonella Di Giambattista, responsabile ufficio vertenze Cgil - ha già dato mandato all'avvocato Neri di patrocinare una nuova causa. Questo perché gli stessi tre lavoratori beffati dalla Equinozio si sono trovati con analoghi problemi con la cooperativa che era subentrata a quella romana. Che sembra essersi volatilizzata senza corrispondere ai dipendenti parte degli emolumenti. Un altro appalto dato dal Comune e che si è chiuso con un recesso e con il personale nuovamente preso in giro. Per avere quanto spetta adesso i lavoratori attendono la seconda causa davanti al giudice del lavoro che sia la Cgil che l'avvocato Neri hanno già annunciato di avviare. Ma, indipendentemente dall'esito della stessa, quella degli appalti per il cimitero comunale resta una triste vicenda che tocca da vicino anche l'amministrazione cecinese.
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