Ideata nel '99 costò oltre 500mila euro
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LAurelia chiusa dopo lultimo incidente mortale Larga 2,5 metri ma subito bersaglio di critiche perché poco usata
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ROSIGNANO. Era il 12 ottobre del 2002 quando si tagliò il nastro della pista ciclabile sulla vecchia Aurelia, tra Rosignano e Vada. Il progetto preliminare per la realizzazione della pista era stato messo a punto nella primavera 1999. Poi le correzzioni, la ricerca di soluzioni e materiali diversi, il tempo che passava fino all'autunno di 3 anni dopo. Quel giorno alla cerimonia d'inaugurazione era presente la giunta comunale, guidata dall'allora sindaco Gianfranco Simoncini, quasi al completo. C'erano Sardi, Ghelardini, Arzilli. E tanti cicloamatori che aspettavano la pista come un messia (salvo poi - molti di loro - preferire il transito sull'Aurelia, snobbando l'opera appena compiuta). Questo progetto ideato alla fine degli anni '90 era servito a palazzo civivo a richiedere alla Regione un finanziamento, che poi era stato erogato, pari a 160.102 euro. Alla fine l'opera era costata un miliardo di vecchie lire, esattamente 508.710 euro. In origine la pista doveva essere molto più stretta: dunque mangiava meno spazio alla carreggiata dell'Aurelia. Poi la Provincia ordinò delle prescrizioni ed il Comune si adeguò: tanto che oggi l'ampiezza della stessa è di 2,5 (l'Aurelia ha una carreggiata praticabile di 6 metri con 2 metri di banchine laterali). Appena fu fatta raccolse consensi ma provocò anche discussioni e polemiche. Non si capiva perché dovesse occupare così tanto spazio e c'è chi,tra gli stessi ciclisti, la ritenne addirittura troppo stretta visto che vi si accedeva dai due sensi di marcia. Ma l'amministrazione comunale, prima con l'assessore Ghelardini che fu uno dei sostenitori della necessità di quest'opera, poi con l'assessore Arzilli, ha sempre difeso la pista ciclabile e sostenuto i criteri con cui era stata autorizzata. Oggi se ne torna a parlare. Stavolta però ipotizzando una clamorosa marcia indietro. A.R.
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