Toscana
«Mantenere il teatro come luogo di cultura»
La posizione dell'Università Popolare dopo gli incontri con Comune, Solvay e sindacati
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ROSIGNANO. Il consiglio direttivo dell'Università Popolare ha incontrato sindaco, organizzazioni sindacali e società Solvay sulla questione dell'alienazione del teatro. Ed oggi dà pieno mandato a sindaco e comitato Lessi di continuare sulla strada scelta di mantenere la destinazione dell'immobile a luogo di cultura e aggregazione. Quello attualmente in carica è il ventitreesimo consiglio direttivo eletto dell'Università Popolare che dall'anno delle sua fondazione, il 1945, ereditando mezzi e idee dal centro culturale Solvay, non ha mai cessato di portare avanti il progetto di «contribuire efficacemente all'arricchimento culturale delle classi meno abbienti». Oggi - nota l'Università Popolare - «i tempi per la cultura non sono dei migliori e alle difficoltà quotidiane si è aggiunto quello di non facile soluzione dell'alienazione dell'edificio, entro il quale operiamo. Per trovare una soluzione al problema abbiamo avuto incontri con la Soc. Solvay, con il sindaco Franchi, con le rappresentanze sindacali, a dire il vero non tutte presenti a quell'incontro ove solo la Cgil si è dimostrata sensibile al problema». «Naturalmente - scrive l'Unipop - non possiamo non apprezzare tutti quegli organismi, che per nascita spontanea, danno un costante apporto alla causa della conservazione alla fruizione pubblica dell'edificio. Dagli incontri che abbiamo citato abbiamo ricevuto l'impressione che esista una forte determinazione a che l'edificio non passi in mani private, e questo, salvo poi vedere come andranno le cose, per noi è motivo sufficiente per stimolarci a programmare il futuro che comprende nuovi e più ambiziosi traguardi. Per dirne uno, la nostra affiliazione all'Unieda, che è l'organizzazione che rappresenta le centinaia di associazioni come la nostra e che è in grado di consentirci di emettere certificati di frequenza ai nostri corsi che potranno vantare un riconoscimento ufficiale. Tutto questo per dimostrare che la nostra volontà di portare avanti l'organismo che abbiamo ricevuto in eredità non è assolutamente venuta meno. Sulla base di queste considerazioni ci riconosciamo pienamente nelle iniziative avviate dal sindaco, che speriamo verranno presto supportate anche dalla Provincia e dalla Regione, e sulle prese di posizione come quelle del Comitato cittadino "Dino Lessi", appositamente nato. Auspichiamo inoltre che le altre associazioni insediate nella struttura facciano sentire la loro voce insieme a quella della cittadinanza».
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