Il Tirreno

«Troppe divisioni»

«Troppe divisioni»

Gragnoli ribatte agli ex forzisti: polemiche sterili

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È guerra aperta nel Pdl. Il consigliere provinciale Benito Gragnoli non apprezza «i toni» della replica degli «ex forzisti livornesi» alla sua intervista rilasciata al Tirreno. Per Gragnoli «il Pdl è per definizione partito dalle molte anime, che proprio dal confronto, dalla diversità, dall'autocritica, dalla critica misurata e dal coraggio di sostenere a viso aperto posizioni anche scomode trae gran parte della propria forza.

Tale era il senso del mio intervento - afferma -. Non è un mistero la particolare attenzione che mi lega alla realtà cecinese, realtà che conosco, che apprezzo e che, per la compattezza e la competenza di cui ha saputo dar prova, oltre che per i risultati, resta per me un modello per l'intera provincia». 

Seguendo il gruppo Pdl cecinese, Gragnoli - attaccato proprio sulla proposta del modello Cecina per risolvere le divisioni del partito - avrebbe avuto modo di «toccare con mano la vitalità di una forza politica che parte dal basso, che mantiene costante l'attenzione ai bisogni dei cittadini, capace di un'opposizione ferma ma mai sopra le righe e di un'invidiabile coesione interna». 

Al contrario, la replica degli "ex forzisti livornesi" dimostrerebbe per Gragoli «quanto i personalismi nuocciano alla salute del partito e quanto gli ex Fi del capoluogo siano lontani dalle realtà locali.

Accusarmi di aver candidato un rapinatore (cosa non vera), al di là della gravissima strumentalizzazione di un doloroso caso personale, significa da parte di lor "signori" non avere argomenti politici e ignorare il fatto che il consigliere Ridi era candidato in una lista civica castagnetana, non nel Pdl, e che questo nulla ha a che vedere con il Pdl cecinese».

Sui «presunti legami con Marcella Amadio - precisa poi l'esponente Pdl - questi, limitati ad oggi ad un contatto a commento del mio intervento sulla stampa che riguardava il presidente dell'Autorità portuale Piccini, si inseriscono nella normale dialettica che mai deve mancare all'interno di una compagine politica e per la cui mancanza il Pdl labronico ha troppo lungamente sofferto». 

Infine l'ammonimento ai livornesi: «E' ora di lavorare per ritrovare compattezza ed unità d'intenti, ricordando gli impegni presi con l'elettorato e tenendo fede ai valori e ai principi che sono l'anima del nostro partito. L'auspicio che rivolgo a tutto il PdL di Livorno è di superare livori e divisioni interne per convogliare energie preziose nella costruzione di una forza di opposizione all'altezza. Risparmiamo i toni accesi per battaglie importanti contro il malgoverno di chi ci amministra (rivolgerli, e a sproposito, contro esponenti del proprio stesso partito sarebbe l'ennesimo imperdonabile errore) ed attendiamo con fiducia gli esiti del prossimo congresso».

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