Il Tirreno

Discarica e danno esistenziale

Quella sentenza che fece scalpore

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 CECINA. Criminalità, incidenti mortali, infortuni sul lavoro, piccoli e grandi reati. In questi quasi dieci anni di permanenza a Cecina sono state tante le sentenze emesse dal giudice Mosti in nome del popolo italiano. Una in particolare fece scalpore: la sentenza sui miasmi della discarica di Scapigliato.  Con quella sentenza, emessa il 17 marzo 2006 al termine di un lungo processo, Mosti non condannò soltanto tre dirigenti della Rea ma soprattutto stabilì anche una provvisionale in favore dei residenti (123mila euro in totale), riconoscendo in questo modo il danno esistenziale per chi abita vicino a una discarica. Sentenza ribadita lo scorso aprile dalla Cassazione dopo il momentaneo ribaltamento operato nel 2009 dalla Corte d'appello di Firenze.  L'avvocato Nando Bartolomei, uno dei legali che tutelavano le 27 parti civili, definì «storica» la sentenza di primo grado capace, grazie alla «certificazione» della Cassazione, di fare giurisprudenza. A.d.G.

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