Il Tirreno

Volontari senza sede in rivolta

Mario Moscadelli
Volontari senza sede in rivolta

«In questi scatoloni di latta si scioglie». Parola di un volontario della Pubblica assistenza stanco di restare ancora in quei container. Ed è così che gli stessi volontari hanno preso carta e penna e hanno scritto una lettera al sindaco Alessandro Franchi

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ROSIGNANO. «In questi scatoloni di latta si scioglie». Parola di un volontario della Pubblica assistenza stanco di restare ancora in quei container. Ed è così che gli stessi volontari hanno preso carta e penna e hanno scritto una lettera al sindaco Alessandro Franchi: «Facciamo presto, non ne possiamo più», dicono.

Ma a febbraio il Comune non aveva fatto un bando per cercare una magazzino in modo da risolvere i problemi della Pa? Sì e grazie a quel bando si era arrivati all'affitto di un fondo alle Morelline in cui l'associazione avrebbe potuto spostarci la protezione civile e i servizi di onorenza funebre. Trasloco che avrebbe permesso all'associazione del presidente Nicola Di Paco di ristrutturare, a proprie spese, l'attuale centro direzionale e dare così ai volontari una "casa" dignitosa.

Ma a distanza di mesi la situazione non si è smossa: gli operatori della Pubblica assistenza si devono ancora arrangiare in quei container. Ma cosa impedisce l'operazione? «Il proprietario del magazzino individuato attraverso il bando - dice Luca Simoncini, assessore al patrimonio - deve ancora togliere il materiale presente nel fondo. Doveva farlo entro il 12 luglio: ora lo solleciteremo». Ma il sollecito se lo devo fare la giunta stessa, che deve ancora deliberare l'accordo con cui cederà questo immobile alla Pubblica assistenza. «Entro i primi giorni d'agosto - assicura Simoncini - tutto sarà sistemato».

Ma alla Pubblica assistenza sono stanchi. Vogliono fatti. «Stanchi è il termine esatto - dice Nicola Di Paco - anche se ci tengo a sottolineare che, tra mille disagi, abbiamo aumentato i servizi di trasporto sociale e garantiamo la copertura del territorio 24 ore su 24. Questo è merito dei volontari che non si sono persi d'animo davanti ad una sistemazione precaria e che in estate tocca i limiti della sopportazione». E sulle giustificazioni di Simoncini? «Tutto vero - dice Di Paco - ma i tempi della burocrazia sono troppo lunghi. È da oltre un anno che stiamo parlando di questa situazione e ancora nulla».

E i mancati lavori all'attuale sede hanno impedito alla Pd di attivare un punto di primo soccorso, ovvero quello per curare i codici bianchi. Infine, una buona notizia: l'Asl ha dato il via libera per attivare l'ambulatorio di medicina di sportiva. Da settembre, dunque, visite disponibili anche alla Pubblica assistenza.

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