Il dolore
«Andava ricoverata subito»
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CECINA. «Non sappiamo come abbia fatto a cadere per l'ennesima volta, visto che non si muoveva da oltre un anno. Ma perché non è stata ricoverata immediatamente al pronto soccorso?». Trattiene la rabbia Claudio Giannelli, il genero di Emma Zanganelli, la donna di 87 anni caduta alla Rsa di via Montanara e ora in coma nel reparto di medicina dell'ospedale. Coma irreversibile, dicono i medici, nell'ambito di un quadro generale a dir poco compromesso. Insomma, la donna è in fin di vita. La Procura è in contatto con il primario, vuole vederci chiaro e attende sviluppi prima di prendere iniziative. La famiglia ne ha prese: martedì la figlia Miria Lucchesi, il suo compagno e l'avvocato Cristiano Spadoni sono andati dai carabinieri a firmare la querela. Lucchesi e Giannelli abitano a Livorno. «Ma abbiamo preso un appartamento a Cecina - spiega l'uomo - per stare vicini a mia suocera. Emma è ricoverata alla Rsa da oltre cinque anni, soffre di alzheimer. La retta? Circa 2.600 euro al mese, coperta con la pensione di mia suocera e per metà dal Comune. Miria va a trovarla quasi tutti i giorni, anche più volte al giorno. Solo che anche lei si è fatta male a un ginocchio e in quel periodo era costretta su una carrozzina». Il periodo è la seconda settimana di questo mese. «A noi - prosegue Giannelli - hanno detto che Emma era caduta alle 15 del 5 luglio. Come? Non lo sappiamo. Ma soprattutto ce l'hanno detto due giorni dopo, alle 19,30 del 7 luglio quando Emma era già ricoverata all'ospedale. Ed è stato il dottor Carlo Barsotti a fare in modo che ce la portassero. Chi lo ha chiamato? Nessuno di noi. Il medico è andato a visitare altre pazienti e, come sempre, ha fatto un giro un po' tra tutte le sue assistite. Come Emma. Quando l'ha vista è rimasto a bocca aperta. Emma è stata ricoverata al pronto soccorso con ematomi sulla parte sinistra del volot, del collo, una ferita al mento, una clavicola rotta e un'emorragia cerebrale. Era già in stato soporifero e in nottata è scivolata in coma. Ora il coma è irreversibile». Prosegue Giannelli: «Abbiamo chiesto spiegazioni alla direzione della Rsa (gestita dalla Cardinale Maffi, ndr), ma non ne abbiamo ottenute. E così ci siamo rivolti al mio avvocato. Non abbiamo nulla contro la Rsa e non sappiamo se il personale è sufficiente o meno. Ma vogliamo sapere perché Emma non è stata ricoverata subito».
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