Il Tirreno

LA LETTERA

In piazza Monte alla Rena è il caos contravvenzioni a tutti o a nessuno

Anna Bettini

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 Abito a Solvay, vicino a piazza Monte alla Rena, zona in cui d'estate ci sono enormi difficoltà di parcheggio. Nel tardo pomeriggio di sabato scorso, rincasando, dopo aver girato a lungo e non riuscendo a trovare un buco, dato che dovevo salire in casa con delle borse pesanti ed intendevo poi uscire dopo poco, ho parcheggiato in divieto come quasi tutte le altre auto intorno. Ho agito così pensando che, visto il caos e il fatto che non c'era alternativa possibile, nessuno avrebbe fatto multe. Invece quando sono scesa ho trovato una contravvenzione. Sono andati dai vigili, dove non ho ottenuto nessuna indulgenza, ma almeno ho trovato gentilezza nelle vigilesse con cui ho parlato. Verso le 21 ritorno a casa e impiego 19 minuti di orologio per trovare un posto "vicino": tutta la zona era piena di macchine in divieto e neanche una multata.  Ora mi chiedo: tutti sanno che d'estate la zona di Monte alla Rena è congestionata dal traffico, afflitta da scarsità di parcheggi, dovuta anche alle numerose chiusure e divieti temporanei. Perché il Comune, che avrebbe almeno tre possibilità di intervento - ovvero chiudere un occhio almeno nel fine settimana quando la situazione è drammatica, fare multe a tappeto oppure dichiarare la Ztl anche in quella zona - ne sceglie una quarta, quella inutile e assurda di fare qualche multa in momenti casuali? Così si ottiene come unico insegnamento che nella vita non importa essere onesti, ma occorre avere fortuna. E come unica conseguenza civilmente visibile e significativa che le macchine continueranno ad essere parcheggiate selvaggiamente.

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