Il Tirreno

«Correnti e guerre interne servono tre coordinatori» Gragnoli spara a zero

Benito Gragnoli
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Benito Gragnoli

Verdini? «Ora i fedelissimi scappano. Io sto con Matteoli» Zingoni? «Un maresciallo». La soluzione? «Il modello Cecina»

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CECINA. «Il partito bisogna ricompattarlo. E per farlo bisogna ripartire dall'esperienza di Cecina. Forti dell'ultimo risultato elettorale, Cecina può risultare un laboratorio politico esemplare». Benito Gragnoli, 61 anni, da Laterina (Ar), casa e famiglia a Donoratico, non risparmia critiche al PdL livornese (oggi commissariato) e a chi l'ha guidato in questi ultimi anni: "luogotenente" di Matteoli nella bassa Val di Cecina («a lui devo il mio ingresso in politica»), esponente dell'ala aennina del Popolo della Libertà. Gragnoli guarda con una certa preoccupazione al futuro del partito ma, al tempo stesso, prova ad indicarne un percorso, una exit strategy, per farlo riemergere dalla crisi che lo ha investito localmente.  Ora, con la vicenda giudiziaria che coinvolge Verdini, le cose si complicano... «Io sto con Matteoli, non con Verdini, sia chiaro. Ma sto assistendo ad una corsa dei cosiddetti verdiniani ad abbandonare la nave che affonda».  Via Zingoni, sono arrivati Parisi e Migliori. E' la soluzione giusta? «E' una soluzione provvisoria».  Però Zingoni, che ha condotto finora il Pdl a Livorno, è diventato vice coordinatore regionale... «L'ho già detto una volta, e so che c'è rimasto male, ma lo devo ripetere: Zingoni era un maresciallo a Livorno e resta un maresciallo, anche a Firenze...»  E' uno di quelli che ha abbandonato il carro? «Stava con Verdini, mi risulta che recentemente abbia partecipato ad una cena con la fondazione di Frattini».  Ora Parisi e Migliori devono tenere unita la baracca? «Diciamo che a Livorno, dopo la gestione Zingoni, c'è una fase di interregno».  Un Pdl diviso in tante anime... «Diciamo che c'è una parte che fa capo a Zingoni, un'altra che fa riferimento all'Amadio e sulla quale oggi converge Provenzali. E poi ci siamo noi, legati a Matteoli».  Lei con Amadio ha ingaggiato più di una polemica «Direi di sì, ma in questi giorni ci siamo sentiti. Se si vuole essere uniti bisogna andare d'accordo, no?»  Che succederà adesso? «Credo che si andrà verso un commissario a mandato anche se noi chiediamo tre coordinatori, ognuno per ciascuna delle zone della provincia. E' la soluzione migliore».  Cecina vuole la sua parte... «A Cecina il Pdl ha fatto il risultato migliore e qui le cose funzionano davvero. Merito di Paolo Barabino che sta facendo un ottimo lavoro, un'opposizione mai urlata ma puntuale»  Un candidato spendibile per altri incarichi? «Paolo è un uomo che se si prende un impegno lo porta fino in fondo. E' preparato ed è una risorsa per il Pdl. Credo che per ricompattare il partito e farlo crescere bisogna ripartire proprio dal laboratorio politico cecinese». A.R.

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