Finanza
Canoni all'asta, ma la protesta fa flop
Simone Pardini
Nessuna adesione all'iniziativa del lettino e ombrellone gratis
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CECINA. Era indetta per ieri la protesta del Sib (sindacato italiano balneari) che prevedeva l'affitto gratuito di ombrelloni e lettini ai frequentatori delle spiagge per dire no alla messa in asta delle concessioni demaniali. Nessuno tuttavia sulla nostra costa ha aderito. Un po' perché si è ritenuto questa forma di protesta inefficace. Un po' perché nessuno, in tempo di crisi, se l'è sentita di perdere una parte dell'incasso della giornata. Con la messa all'asta delle concessioni demaniali il governo ha messo in atto la direttiva dell'Unione europea. Il sindacato dei balneari ha indetto la protesta perché ritiene inaccettabile il mercato all'asta delle concessioni. Spiega Massimo Cascione, presidente dei balneari Confcommercio e titolare dei bagni Bisori a Marina: «In Italia abbiamo 8mila chilometri di costa, siamo l'unico paese dell'Unione ad offrire un tipo di turismo di questo genere, la direttiva Ue è assurda e ingiusta nei nostri confronti. Dobbiamo aprire un tavolo per il confronto con il governo e con le regioni (con il federalismo il demanio passerà a proprietà regionale e non sarà più statale). Servono politici seri con cui confrontarsi». «La decisione declassifica gli stabilimenti», dice ancora il presidente che, a propositodella forma di protesta scelta esprime la propria opinione. «Penso che sia una iniziativa particolare ed incisiva che risalta agli occhi della gente». Ed a proposito del flop di ieri, non si scoraggia: «Credo che molti aderiranno nel tempo, infatti abbiamo deciso di prolungare il periodo sino a fine mese, così, chi vorrà potrà partecipare anche in altri giorni». Interviene a riguardo anche Stefano Paperini, presidente dei balneari della Confesercenti e titolare del bagno Delfino alle Gorette: «Noi come associazione non abbiamo aderito alla proposta del Sib: è una protesta inutile e fine a sè stessa che non può funzionare. Riteniamo che le cose da fare siano altre: dobbiamo riuscire ad intavolare un confronto serio con il governo e con la regione. Dobbiamo confrontarci con le istituzioni». E Paperini conclude: «Non abbiamo un interlocutore serio con cui poter parlare, non ci vengono date delle risposte, non sappiamo cosa fare».
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