Il Tirreno

Un bandito riconosciuto alla ferramenta

Rino Bucci
Un bandito riconosciuto alla ferramenta

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VADA. Ci sono due ferramenta a Vada. È una delle tracce seguite dagli inquirenti per ricercare quelle fascette da elettricista, usate per legare mani e piedi a Jessica Karina Labezzaris Munoz. Nel corso delle indagini la polizia ha scoperto che gli assassini le hanno acquistate nella ferramenta Anselmi sull'Aurelia, direzione Rosignano. Il negozio si trova vicino piazza Garibaldi, il centro del paese, a poche centinaia di metri dall'abitazione della vittima.  Lettini da mare, salvagenti e viti, ma anche materiale elettrico e fascette, appunto. Ogni giorno, dagli Anselmi è un continuo viavai; tra amanti del "fai da te" e turisti in cerca di accessori per il mare.  «Abbiamo una media di 80-90 scontrini al giorno - spiega il proprietario - non mi sarei mai ricordato di quei clienti». I poliziotti sono piombati nel negozio il giorno dopo l'omicidio e hanno sottoposto il titolare al riconoscimento fotografico. «Ci hanno portato un centinaio di foto di pregiudicati». Tra le immagini è stato riconosciuto il volto di chi ha comprato quei legacci di plastica che hanno immobilizzato Jessica nelle sue ultime ore di vita.  Un'altra prova importante sarebbe potuta arrivare dal video registrato dalle telecamere del negozio. La ferramenta ha un sistema di registrazione video a circuito chiuso, ma l'hard disc si autocancella ogni tre ore, per fare posto ai nuovi file e le immagini rimaste in memoria non sono servite a nulla.

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