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Linchiesta che tocca Finmeccanica
Guarguaglini: «Resto al mio posto, ho la fiducia dell'azionista»
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Guarguaglini 2 MINUTI DI LETTURA
CECINA. «Se l'azionista non ha fiducia in me me lo deve dire, per ora ho la sua fiducia e sto dove sto». Sono le parole di Pierfrancesco Guarguaglini, presidente ed ad di Finmeccanica a proposito delle vicende giudiziarie in cui è coinvolto il gruppo. Il manager di Donoratico, che ha ancora forti legami col territorio (la Selex Spa, società satellite di Finmeccanica sta investendo nel polo tecnologico della Magona a Cecina) respinge ogni accusa. «In questa vicenda - ha spiegato Guarguaglini al salone dell'aerospazio di Farnborough - guardando i giornali sembriamo imputati ma siamo solo testimoni». Aggiungendo che «ci può essere un pò di preoccupazione se il buon nome di Finmeccanica viene ingiustamente macchiato. Chi legge all'estero si può fare un'idea diversa e non può che dannegiarci». In relazione all'inchiesta sulla Digint di cui Finmeccanica ha il 49%, Guarguaglini ha ribadito di aver «detto più volte che non ci sono fondi neri, sono tranquillo, la Digint è una società seria. Drs (la società statunitense di elettronica per la difesa acquisita da Finmeccanica) l'ha valutata positivamente. Di questa presenza - ha aggiunto riferendosi a persone coinvolte e arrestate con l'accusa di riciclaggio - non sapevamo niente, non c'è un'intercettazione in cui io parlo». Guargualini ha poi annunciato che «per la prossima settimana si sta organizzando una visita guidata alla Digint e in Alenia Aeronautica per dimostrare la capacità del sistema e la realtà dei fatti». Il sistema Digint di protezione dei sistemi informatici «è installato in Finmeccanica e in molte società del gruppo oltre che in una importante società italiana - ha detto Guarguaglini - di cui non posso fare il nome». La Digint, che Finmeccanica nega sia «una scatola vuota», ha 30 addetti e sviluppa e gestisce software di alto livello.
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