Il Tirreno

Nuovi sviluppi dal Forum della cultura del Pd: l’ente sarà trasformato

Si va verso la fondazione

Il teatro Solvay di Rosignano
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Il teatro Solvay di Rosignano

Prima operazione: il recupero del teatro Solvay

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 CECINA. Sarà una fondazione lo strumento nuovo che eredita Armunia. Gestirà il complesso delle attività che gravitano sul castello Pasquini e in prospettiva avrà la gestione del teatro Solvay se andrà in porto la cessione da parte dell'azienda al Comune. Intanto il sindaco Franchi va ad un incontro in Regione onde verificare una possibile intesa anche sull'obiettivo teatro Solvay: si attendono risorse da Rossi su un progetto condiviso. Agenzia formativa? E'un'ipotesi da verificare. Indicazioni di questo tipo sono scaturite nell'incontro al Forum del Pd al circolo Guido Rossa di Cecina.  La delegazione rosignanese si è presentata in forze: Massimo Paganelli, direttore di Armunia, Paolo Rotelli (esponente di Quarta fase nel Pd locale), Francesco Bartalesi che dirige la commissione cultura del Comune. Ma la riunione del forum intercomunale sul teatro aveva introdotto sulle due sale teatrali, Solvay e De Filippo, di grande attualità per i loro destini.  Carlo Rotelli che coordina il forum aveva fatto il punto sulla situazione sottolinenando, tra l'altro, gli aspetti critici della gestione De Filippo attuata con un bando di concorso che di fatto apre la sala per circa «33 giorni all'anno, con una risposta inadeguata alla domanda formativa ed alle esigenze dei soggetti locali». Subito dopo lo scrittore Fabrizio Parrini aveva criticato l'eccessivo spazio concesso sia alla «cultura televisiva». Marco Leone della direzione dell'Artimbanco aveva riproposto il tema del «teatro aperto» come condizione necessaria per una sala che si definisce «comunale», rivendicando la necessità di un «progetto che crei professionalità» anche avvalendosi delle opportunità che in proposito fornisce la Comunità europea. Serena Bertini per suo conto aveva posto il «tema del lavoro» rivendicando la necessità di creare con la sala «opportunità di occupazione per giovani artisti locali». A questi rilievi la risposta dell'assessore Antonio Garigali faceva riferimento soprattutto al tema delle «scarse risorse» a disposizione, riproponendo però l'opportunità di verificare ancora il tema del rapporto con l'amministrazione rosignanese sull'ipotesi di agenzia o di «accademia formativa».  Francesco Bartalesi apriva su Rosignano facendo riferimento alle attese che i «giovani sindaci avevano sollecitato» e sulla «perdita di consistenza della speranza man mano che si va avanti». Proponeva «riunioni più serrate intorno ad un progetto culturale di rilancio». Paolo Rotelli a questo punto parlando del progetto culturale faceva esplicito riferimento alla proposta di «fondazione» scelta dall'Amministrazione come erede di Armunia in sintonia con la Regione e poneva alcuni problemi sulla «vicenda patrimoniale del teatro Solvay che ne amplieranno i tempi del recupero». Quale destino della sala? «Qualità e professionalità di alto livello» si rispondeva così l'esponente politico.  Il segretario del Circolo, Stefano Lessi, riproponeva le posizioni dell'assessore Garigali come un «percorso possibile» per la ricerca di «nuove risorse onde allargare i giorni di apertura del De Filippo» e Massimo Paganelli nel ripercorrere l'esperienza della direzione di Armunia proponeva al vicenda del recupero del Solvay come «una grande occasione per inteloquire col mondo». Dunque «è il momento di discutere di contenuti - affermava - e non di incarichi». Invitava tutti a «trovare il modo di parlarne del destino del Solvay, fuori dai luoghi comuni, pensando a qualcosa di alto e di significativo».

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