Il Tirreno

Più una punizione che una rapina

Alessandro De Gregorio
L’ispettore Giuseppe Rizza della mobile livornese, nella foto a sinistra i sostituti procuratori Luca Masini e Paola Rizzo davanti al commissariato di Rosignano
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L’ispettore Giuseppe Rizza della mobile livornese, nella foto a sinistra i sostituti procuratori Luca Masini e Paola Rizzo davanti al commissariato di Rosignano

Un investigatore: «Erano almeno in due e non cercavano soldi»

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VADA. Almeno due persone, una per immobilizzarla e l'altra per finirla. Con un obiettivo preciso: togliere qualcosa a quella ragazza. La borsa, nel caso della rapina. O la stessa vita. Gli investigatori non trascurano alcuna pista ma è questa che battevano con forza dal pomeriggio di ieri. Non tanto quella dei clienti, quanto quella del racket. Della punizione «esemplare».  Insomma, a un certo punto la scena del delitto ha cominciato a «parlare» ai poliziotti, ha suggerito loro l'idea che chi ha ucciso Jessica Karina Lavezzari Munoz volesse qualcosa di preciso da lei. E non i soldi. «Non sono i segni di una rapina» ci confidava in serata un investigatore. Uno esperto, che ne ha viste parecchie. E quello che ha osservato ieri non lo ha convinto: «Intanto è difficile pensare che uno da solo possa essere riuscito a bloccare la vittima, impedirle di urlare, legarla e quasi incaprettarla. E tutto questo per una rapina? Non credo...».  Aveva un po' di amici, Jessica, ma era abbastanza invisibile. «Mai venuta qui» dice Massimo Mancini, del bar Costa del Sole, di fronte al palazzo dove abitava la vittima. «Un paio di ecuadoregne bionde? Sono venute l'altro giorno a fare una ricarica telefonica, ma non le ho mai viste prima» aggiunge Matteo Buoncompagni della Western Union, lì sotto.  A parte il vicinato che mugugnava con l'amica, chi poteva avercela a morte con questa biondina venuta dall'Ecuador? Forse un protettore, figura che finora non sembrava aver mai volteggiato sul mondo della prostituzione di questa zona.  Mondo che ora la polizia ha messo al setaccio. Nel frattempo si scava nel passato della donna. A cominciare da quello recente.  Sparito il telefonino di Jessica, portato via insieme alla borsa e ai documenti, il numero è comunque oggetto di accertamenti. Per sapere chi l'ha chiamata e chi ha chiamato lei. Sicuramente le ha telefonato l'amica e coinquilina, alle 10 di mercoledì. Ma anche altri. Tra questi, potrebbe esserci il link col suo assassino. ALTRO SERVIZIO A PAG. 3

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