Sicurezza
Le amiche in caserma: «C'è un killer in giro e noi abbiamo paura»
Rino Bucci
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Una delle amiche entra in caserma per essere ascoltata dalla polizia2 MINUTI DI LETTURA
ROSIGNANO. Davanti al commissariato di polizia, in via Aurelia, è stato un viavai ininterrotto di auto e di agenti. Le forze dell'ordine hanno scortato in caserma una decina di donne, a più riprese, che sono state sentite dai pm Luca Masini e Paola Rizzo come persone informate sui fatti. Molte di loro sono di origine sudamericana, ma ci sono anche delle rumene. Ragazze che come Jessica Karina si pagano da vivere prostituendosi. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire quel puzzle che sono le ultime ore di vita della giovane attraverso i racconti di chi la conosceva. Gli interrogatori sono iniziati praticamente da subito, dalla notte dell'omicidio e sono andati avanti fino alla tarda sera di ieri. Sfinite, alcune ragazze dormivano sulle panche in legno della sala d'aspetto del commissariato. Oltre alla stanchezza, nei loro occhi si legge un sentimento chiaro: paura. Hanno poca voglia di parlare, ma anche se raccontano poco si riesce a intuire il loro mondo. Una rete di relazioni fatta di arrivi e partenze, tra antipatie regionali e solidarietà femminile. Semplice la logica: siamo nella stessa barca e ci aiutiamo a vicenda. Ora che è morta una «del mestiere», per le prostitute della zona è come se fosse scomparso un parente. Al dolore si unisce, però, anche la preoccupazione della vita stessa. Il ricordo corre immediatamente a un'altra storia di sangue, alla Mazzanta, che a distanza di quasi due anni non ha ancora un colpevole: l'omicidio di Felicia Wentel, prostituta come Jessica Karina Lavezzari Munoz. «È la seconda volta che una di noi viene uccisa - racconta Marzia, prostituta brasiliana - ora abbiamo paura, anche perché per il primo omicidio l'assassino non è ancora in carcere. Non riusciamo a capire cosa sia potuto accadere a Jessica, anche perché i nostri clienti non solo violenti e la zona è abbastanza tranquilla. In tutti e due i casi però le ragazze erano qui da poco. Forse hanno fatto qualche sgarro a qualcuno. Magari, nei loro paesi avevano un ragazzo geloso». Oltre, alla professione le due storie potrebbero essere accomunate anche dal denaro. «Capita di avere a disposizione delle somme importanti - spiega Alina, ragazza brasiliana - magari qualcuno si è accorto dei soldi e l'ha voluta rapinare. È solo un'ipotesi, provo a darmi una spiegazione perché noi ragazze, anche se siamo unite, cominciamo seriamente a preoccuparci. Jessica Karina l'avevo vista solo una volta, non era molto che si trovava a Vada e a quanto mi ha raccontato l'unica volta che le ho parlato, sarebbe andata via presto da qui. Era fisicamente robusta, ma molto simpatica. Non voglio neanche pensare al dolore che proveranno i genitori quando sapranno di questa morte orribile».
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