Il Tirreno

L'ex sindaco e preside che racconta e dipinge la storia di Casale

Federica Lessi
L'ex sindaco e preside che racconta e dipinge la storia di Casale

3 MINUTI DI LETTURA





CASALE. Grandi baffi bianchi, aria sorniona e spirito arguto. Il fedele cane Nuvola sotto il tavolo, i quadretti naif sulle pareti. Tullio Volterrani è una memoria storica del paese. Da quando è andato in pensione come insegnante e preside delle scuole medie di Cecina 24 anni fa, si dedica alla conservazione della storia locale. Senza ambizioni artistiche e letterarie scrive racconti. E' alla seconda raccolta, la prima è uscita in due edizioni - pubblicati col nome di Umberto Sereno (i suoi secondi nomi di battesimo) e dipinge quadri con immagini della sua infanzia firmati Serafino Nebbia.  Le memorie multiformi di Tullio sono una miniera di informazioni sul paese dove risiede da quando è nato, ottant'anni fa. Dal 1964 al'70 è stato anche sindaco. "Feci comprare la prima ape per portare via i rifiuti dal paese e le panchine in piazza della chiesa - dice - ma al secondo mandato non mi ricandidai. Quello che volevo fare lo avevo già fatto". Cosa è cambiato da allora? "La politica. Prima era di sinistra, ora è di destra. Le sezioni erano piene di giovani, ora non ce n'è traccia. Ma questa giunta il paese lo tiene pulito, hanno anche buone idee". I valori umani sono al primo posto nella vita di Tullio, che negli anni ha perso tutti gli amici più cari. "Prima c'era più solidarietà tra le persone, ci si aiutava di più. Ora ognuno guarda a sé. In paese dopo una cert'ora non c'è più nessuno, prima vedevi tanta gente fuori".  Il mondo che ama ricordare è quello dell'infanzia, quando andava a vedere la filarmonica raffigurata nei suoi dipinti, il prestigiatore che veniva una volta l'anno per i bambini che lo fissavano incantati. "Ma io no, guardavo sempre da un'altra parte. Ho sempre avuto questa abitudine, chissà perché" dice. Questo occhio fuori dalle righe si coglie nelle tavole dipinte, sistemate in buon ordine nella sua "tana". Istantanee con duelli, soldati, cardinali e maestre, svelano un immaginario fresco e vivace, quasi da Giamburrasca. Anche dai racconti affiorano figure leggendarie come il prete Don Oscar Vettori, con le sua arma micidiale dei "nocchini" sulla testa, i giochi di palline al Coppaio, le burle come "il cianghialometro", i balli nelle fattorie, il periodo della guerra. Riporta l'uso di far bollire l'acqua salata di alcuni pozzi intorno a Casale per ricavarne il sale, che negli anni Quaranta scarseggiava in tutta Italia. A questa tradizione si è anche ricollegato il laboratorio "Il tempo del sale" di Cesare Monti. Protagonisti del libro "Caro vecchio Casale" ("Il tempo della memoria" contiene altri racconti) sono gli amici Tullio, Amabilio, Walfranco, Ildo e le loro marachelle. "Eravamo bambini e Don Oscar chiese a noi di suonare le campane perché non poteva. Noi invece di tirare la corda dal pavimento del campanile salimmo in cima, spintonando la campana a turno - racconta - quando tornò il prete da basso disse solo: "tutti giù". Man mano che si scendeva tirava fuori la sua nocca "fucile" e ce la scaraventava in testa. La mattina dopo ci presentammo a scuola pieni di bozzi. La maestra Lorenzini di Bibbona sospettò che fosse una malattia e telefonò alla direttrice a Ponteginori, che venne subito in calesse. Tutti erano preoccupati finché il dottor Tubino sciolse il mistero: erano le noccolate di Don Oscar!".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa