Il Tirreno

Piazzano la bandiera blu nel botro

Alessandra Bernardeschi
Bandiera blu sul mucchio di rena alla foce del botro
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Bandiera blu sul mucchio di rena alla foce del botro

Protesta dei bagni a Caletta. Il consorzio di bonifica: «Intervento complicato»

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 CASTIGLIONCELLO. Singolare protesta ieri mattina a Caletta: alla foce del botro che si trova tra i bagni Porticciolo e Tirreno è apparsa, piantata su un cumulo di sabbia, la bandiera blu della Fee. Un modo per protestare contro una situazione di degrado che sta andando avanti da settimane, causata dall'acqua stagnante del corso d'acqua che passa a pochi metri da due stabilimenti balneari e dalla spiaggetta libera. La bandiera, simbolo di mare pulito e di buona accoglienza turistica era stata consegnata agli operatori del settore solo 24 ore prima dal Comune. Così, con questo gesto, si vogliono sottolineare i disagi che, a metà luglio, stanno vivendo i turisti che da settimane protestano per l'acqua che ristagna all'interno del botro attirando insetti, bisce e provocando cattivo odore. Un lago a pochi metri dalla riva e dai bagnanti stesi sui lettini a prendere il sole.  I lavori per aprire la foce sono iniziati e continueranno anche nelle prossime ore «ma - dice Roberto Pandolfi direttore del Consorzio di Bonifica chiamato dal Comune per risolvere la situazione - tutti i botri ed i fiumi da Livorno a Cecina sono pieni d'acqua a causa delle piogge di maggio e giugno. L'acqua continua ad uscire dalle falde, dal terreno ed è normale la presenza di ranocchi, girini e zanzare che vivono in questo habitat». A Caletta, a complicare la situazione c'è il fatto che «l'alveo del botro - continua Pandolfi - è più basso della foce. Inoltre è difficile intervenire perché il corso d'acqua è stretto tra due stabilimenti balneari affollati di turisti. Per creare meno disturbo possibile i lavori iniziano alle sette di sera e proseguono fino a che c'è luce. Avendo poche ore a disposizione più veloci di così non possiamo andare».  Rimane il fatto, come dicono a Caletta, che da tempo la situazione era stata segnalata. "Perché dunque agire solo ora che siamo a metà luglio?", dicono i villeggianti e residenti della località. Insomma, la foce del botro chiusa dal fango, dai rami di legno e dalle canne portate giù dalla piena di maggio, andava aperta almeno all'inizio di giugno, prima della stagione turistica. Ieri mattina un gruppo di villeggianti si trovava affacciato sul ponticello che attraverso il botro Grande, così si chiama quel corso d'acqua, uno dei tanti che attraversano il territorio comunale. «Più che arrabbiati - spiega un turista in pantaloncini che osservava il lavoro eseguito dalla ditta Semit solo poche ore prima - adesso siamo ironici. Questo botro sta diventando famoso...».

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