Il Tirreno

Colpo alla banca Intesa, il cassiere all’inizio pensava che fosse uno scherzo

«Fuori i soldi, è una rapina»

Un carabiniere davanti alla banca rapinata ieri pomeriggio
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Un carabiniere davanti alla banca rapinata ieri pomeriggio

Mostra una pistola e si fa consegnare tremila euro

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CECINA. «Dammi tutti i soldi che hai in cassa». E l'impiegato, sorridendo: «Sì, certo...». Quando l'altro ha sollevato la camicia mostrando una pistola, il cassiere ha smesso di ridere e ha capito che sì, era proprio una rapina. E' avvenuto ieri alle 15,05 nella filiale della banca Intesa Sanpaolo, in piazza della Libertà. Cento passi sulla destra c'è la caserma dei carabinieri. I casi sono tre: il rapinatore è un tipo distratto, un disperato, oppure uno sfrontato professionista. I carabinieri propendono per la terza ipotesi, anche se c'è un particolare che non quadra: il bandito ha agito a volto scoperto, lasciandosi riprendere dalle telecamere a circuito chiuso. Se è uno con precedenti penali, è già identificato nel momento in cui scriviamo.  Torniamo alla rapina. In banca in quel momento non c'erano clienti. Nel salone, solo un cassiere. Gli altri colleghi erano dietro, negli uffici. Il rapinatore ha suonato, la porta automatica si è aperta e lui è entrato. Si è avvicinato al cassiere, con modi garbati e tono della voce normale gli ha chiesto i soldi. «E' una rapina» ha spiegato. Il cassiere ha pensato che fosse uno scherzo finché non ha visto il calcio della pistola infilata nei pantaloni del «cliente». E allora gli ha consegnato tutto quel che aveva in cassa. Tremila euro. Il malvivente non pretendeva altro. Ha preso i soldi, se li è infilati in tasca ed è uscito, allontanandosi a piedi. Non è escluso che fuori avesse un complice ad attenderlo, in auto o in moto. Ma non ci sono testimoni e non sappiamo neanche se sia fuggito da corso Matteotti o da via Risorgimento. Certo è che appena il cassiere è rimasto solo ha chiamato i colleghi ed è scattato l'allarme ai carabinieri. Sul posto anche il tenente Marco Crescenzi e il maresciallo Fabio Pacchini, comandanti del nucleo radiomobile e della stazione. Subito acquisito il filmato, dal quale si cercherà di prima di tutto di dare un nome al rapinatore e anche di capire se la pistola fosse vera.  L'uomo viene descritto come uno alto, sul metro e novanta, capelli lunghi brizzolati, fisico robusto, camicia a quadri rossi e blu. Sicuramente italiano.  Secondo gli investigatori è uno venuto da fuori, ma potrebbe aver avuto un basista a Cecina. La scelta della banca, vicina sì alla caserma dell'Arma ma l'unica senza un vigilante all'esterno, potrebbe non essere stata casuale.  Erano tre anni che non veniva rapinata una banca a Cecina. L'ultimo colpo risale al 2007, alla Cassa di risparmi di Volterra in piazza Guerrazzi. E quello precedente addirittura al dicembre 2004, sempre alla Cr Volterra, culminato però con l'arresto in flagrante dei due rapinatori e la successiva carcerazione del basista.

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