Il Tirreno

Una verticale storica di Lupicaia al Rome Cavalieri

Paolo Valdastri
Una bottiglia di Lupicaia, il vino protagonista di una verticale storica
◗
Una bottiglia di Lupicaia, il vino protagonista di una verticale storica

Degustazione di esperti di tutte le annate di produzione

2 MINUTI DI LETTURA





Correva l'anno 1994. La Strada del vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile fu organizzata la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti.  Per l'aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni "vecchia maniera" dell'azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All'inizio del '95, io e l'amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana e del mondo intero. In effetti la tenuta gode di un clima ideale, soprattutto per la produzione di grandi rossi, e beneficia di una grande variabilità dei suoli, fattore, questo, che consente di scegliere le migliori posizioni per l'impianto della vigna in base al risultato che si vuole ottenere. Per le uve a bacca rossa vengono scelti terreni a tessitura argillosa e sabbiosa. Le argille sono rosse grazie alla ricchezza di rame e di ferro, minerali provenienti dalle colline dove esistevano le miniere etrusche. Troviamo poi zone calcaree caratterizzate dal galestro. La vinificazione è quella tradizionale "bordolese", con un soggiorno medio in barrique in maggioranza nuove di circa 18 mesi. Il dr. Rossi di Medelana ha voluto ripercorrere la storia di questo vino in una splendida degustazione al Rome Cavalieri, con la collaborazione del Club Bibenda Ais Roma di Franco Ricci. Al tavolo con il dr. Rossi sedevano l'enologo dr. Carlo Ferrini, Gelasio Gaetani d'Aragona Lovatelli, mentre le note tecniche venivano illustrate da Daniela Scrobogna, responsabile di Duemilavini Bibenda.  Le annate presentate, ovvero tutte quelle prodotte, spaziavano dal 1993 al 2006, con la sola eccezione del 2002 anno in cui, a causa delle avverse condizioni climatiche, il vino non fu prodotto.  La degustazione ha confermato come questo vino sia in grado di invecchiare in maniera egregia, raggiungendo la sua completa maturità apparentemente dopo almeno cinque anni di soggiorno in cantina. Impossibile dire in quale momento il vino comincerà la sua fase di discesa, in quanto il '93 si è dimostrato ancora perfettamente in forma. Paradisiaco il '99. Una degustazione (nei dettagli tutte le annate su www.corrieredelvino.it) indimenticabile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa