Il Tirreno

Un lungo stop ma ora è rinato l'istituto agrario

Il gruppo degli studenti di agraria che si sono diplomati nel ’47
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Il gruppo degli studenti di agraria che si sono diplomati nel ’47

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 CECINA. Cecina si è sempre contraddistinta, negli anni, per un'offerta scolastica ricca e diversificata, soprattutto per gli istituti superiori. Eppure una piccola lacuna nel panorama delle attività e delle opzioni riservate ai nostri studenti c'è stata: caldeggiata sin dal lontano 1977, completamente recepita solo nel 2002, oggi l'indirizzo agrario a Cecina è una piccola ma già consolidata realtà: otto anni fa, infatti, è stata istituita una prima classe con indirizzo agrario presso l'istituto Marco Polo, nello stabile del vecchio Sacro Cuore, in via Marrucci sull'orma della vecchia scuola agraria.  In questi giorni si stanno completando gli esami di maturità per il quarto anno: i candidati al conseguimento del diploma in agraria sono quarantadue, ventidue di una sezione e venti di un'altra.  È il buon segnale di come i giovani, prevalentemente proiettati su indirizzi di genere ben diversi, riescano ad accogliere favorevolmente questo tipo di studi che fanno scoprire (o riscoprire) la vocazione agricola ed agroalimentare del territorio cecinese.  Fino a pochi anni fa gli studenti di Cecina, ma pure di Livorno e provincia e del limitrofo entroterra pisano, che volevano fare agraria, erano costretti a recarsi e fin anche stabilirsi in città lontane sedi di istituti agrari, quali Grosseto, Pescia, Firenze, Camucia d'Arezzo; con i disagi, i costi ed i sacrifici (anche in termini di risultati) facilmente intuibili. Erano in molti ad auspicare il ritorno in città di un istituto di questo tipo.  Una carenza lamentata soprattutto dal gruppo degli ex studenti della scuola tecnica agraria i quali spinti dal grande spirito di bandiera ritennero opportuno incontrarsi in una conviviale, trattare il problema e gettare le basi per la sua risoluzione.  Era appunto il 1977.  «Purtroppo poi nonostante tutti i nostri sforzi - chiosa Ennio Casini uno di quei neo tecnici in agraria - sono passati tanti anni, ben venticinque, prima di avere il nuovo istituto a Cecina, vuoi per la scarsa sensibilizzazione incontrata in certi ambienti e molto per la tanta burocrazia esistente in queste cose; ma noi non abbiamo mai smesso di essere un pungolo per tutti, e finalmente il problema venne risolto».  Casini poi evidenzia un aspetto importante degli studi agrari, e quindi di fondamentale interesse e necessità per un simile indirizzo: quello della sperimentazione, delle prove sul campo, ovvero sui terreni e sulle coltivazioni, per verificare e ampliare con la pratica quanto appreso nelle lezioni in classe.  «È quanto, mi risulta, non avvenga ancora alla perfezione nell'istituto cecinese - afferma infatti Casini - per cui anche nel recente pranzo il nostro comitato ne ha discusso ed ha individuato dei nuovi passi da fare per arrivare anche a questa risoluzione. Stiamo sempre in contatto con il preside dell'istituto Marco Polo professor Di Pietro, che in ogni momento si dimostra affabile con noi, sensibile ad ogni problema e pieno di volontà. Sono andato da lui qualche giorno fa per sentire a che punto siamo, e il professor Di Pietro mi ha detto che è in atto la concessione ad uso gratuito di un appezzamento adiacente al complesso Ladronaia da parte del Comune, e la disponibilità nella zona presso l'ospedale di un vigneto per scopi didattici, cui si aggiunge lo studio delle possibilità del territorio per l'utilizzo di prodotti a km 0».  Ma è cosa insufficiente per la completa formazione di un perito agrario, tant'è vero che il professor Di Pietro al Casini avrebbe rivelato quali sono i prossimi obiettivi da raggiungere. Obiettivi importanti come l'attività legata al trattamento delle piante officinali (di cui si parla nel riquadro in alto). Paolo Marsili    CONTATTO CON LE IMPRESE Si punta sulle erbe officinali  Progetti per il futuro? «C'è già in cantiere - racconta Casini - lo studio di erbe officinali in collaborazione con industrie del settore, locali e non, per una fattiva collaborazione tra la scuola e il mondo del lavoro. C'è l'opportunità di poter usufruire di eventuali tereni incolti o dismessi dallo Stato a favore degli enti pubblici, utilizzando le risorse umane dell'istituto agrario attraverso un corso superiore per tecnici della gestione del territorio. Ciò, con particolare riferimento alla tutela del sistema ambientale in continuo degrado». Casini e Di Pietro auspicano che a settembre si realizzi una conviviale tra i vecchi e i nuovi tecnici agrari perchè «le amicizie fatte a scuola sono le più belle».

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