Il Tirreno

L’attuale area di servizio sulla Variante dovrà lasciare il posto al nuovo casello

Tirrenica, è scontro tra Eni e Sat

Mario Moscadelli
L’area di servizio Agip al centro della battaglia tra Eni e Sat
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L’area di servizio Agip al centro della battaglia tra Eni e Sat

L'azienda fa ricorso per la soppressione dell'impianto del Malandrone

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 ROSIGNANO. Chissà se quell'area di servizio al Malandrone non intralcerà in qualche modo l'avanzamento dei lavori della Tirrenica. Sì, perchè Eni - proprietaria della concessione dell'impianto sulla Variante Aurelia - ha presentato ricorso al presidente della Repubblica. Un ricorso straordinari contro la soppressione dell'area di servizio come previsto dal progetto esecutivo varato da Sat.  Ma a cosa si appella Eni? Al fatto di non essere stata presente al tavolo dove si è formalmente deciso lo spostamento della barriera di esazione da Collemezzano a Vada. «Esatto - conferma l'ingegner Giuseppe Mele, agente dell'azienda del cane a sei zampe per l'area Pisa-Livorno - Eni non fu invitata a quel passaggio della conferenza dei servizi, dove fu modificato il progetto iniziale, dislocando la nuova barriera di pedaggio in pratica allo svincolo di Vada della Variante. Con la nostra presenza, ad esempio, avremmo potuto suggerire di realizzare il casello 100 metri più sud o più a nord. Insomma, avremmo potuto avanzare una soluzione capace di salvare un impianto che, oltre a dare lavoro a molte famiglie, è all'avanguardia a livello di servizi». Sì, perché dove oggi sorge il distributore è previsto il cono di accelerazione della barriera.  Dunque, è battaglia aperta tra Eni e Sat. Sat che nel posizionamento della barriera non ha fatto altro che accogliere i pareri dei Comuni interessati, soprattutto quello di Rosignano (la soluzione di Vada fu avanzata e poi accettata in virtù di un minor impatto ambientale rispetto a Collemezzano). Eni su questo punto non si sbilancia, ma fa capire che gli amministratori comunali e i dirigenti rosignanesi hanno probabilmente sottovalutato il problema, o almeno non si sono accorti in fase progettuale che in quel modo sarebbe sparita un'area di servizio «di alto livello occupazionale e commerciale».  

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