Il dolore
Dimenticata la scuola di danza
Federica Lessi
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Il coreografo Micha van HoeckeSfogo di Micha alla presentazione del nuovo spettacolo, Franchi: vedremo
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CASTIGLIONCELLO. "Attraversiamo le montagne e le difficoltà ma siamo sempre in vita". Micha van Hoecke si riferisce all'Ensemble presentando il suo ultimo spettacolo dedicato alla sorella Marina "Claire-Oscure" con Luciana Svignano, di scena al Pasquini martedì 13 e mercoledì 14 luglio ore 21,30. La creazione di Micha è legata alla scomparsa della sorella. Ma il coreografo non può fare a meno di guardare al futuro riferendo di aver reclutato un giovane talento, Noemi Biancotti, livornese di 10 anni, che lo entusiasma nel portare avanti sul suo lavoro. Il pensiero va però anche all'Ensemble. «Nello spettacolo ho rappresentato anche a ciò che è per me l'Ensemble - dice - nel quale lavorano danzatrici come Yoko Wakabayashi e Michela Caccavale, oltre alla compagna Miki Matsuse, che con i suoi trent'anni di attività costituisce un patrimonio unico e meriterebbe di essere "tesaurizzata" dal comune con una sede propria (peraltro il capannone alle Morelline è stato lasciato) e magari la famosa scuola di formazione superiore per la danza di cui si parla da tanto senza passi concreti». «Quando tu hai una compagnia di livello internazionale e hai accettato la sua presenza sul territorio non devi perdere l'opportunità», attacca Micha. «Vedremo» risponde il sindaco Alessandro Franchi, che ribadisce di guardare nella stessa direzione del coreografo. La situazione economica dell'Ensemble purtroppo è ancora critica, con quasi 500.000 euro da avere dallo stato (per pagare tasse, danzatori, fornitori), a fronte dei 250.000 euro di contributi che riceve ogni anno (35.000 dal Comune, 40.000 dalla Regione, 175.000 dal Ministero dei Beni Culturali). Nella speranza che nella partita della riorganizzzazione di Armunia possa esserci anche un posto per la compagnia di Micha, L'Ensemble si fa onore sui maggiori palchi del mondo, ultimo quello di Ravenna con "Claire-Obscure". Una creazione dai toni chiaroscurali ispirata alla pittura di Gorge De La Tour, che gioca sul doppio binario di ombra e luce, incarnate da due brani: "La fanciulla e la morte" di Schubert orchestrata da Mahler e "La notte trasfigurata" di Schönberg. «La prima è una visione sull'idea di Schubert della morte - spiega Micha - l'altra è qualcosa di personale, la perdita di una persona che trasforma il giorno in notte ma si aspetta una resurrezione. È una mia sensazione su mia sorella Marina, eravamo gemelli e facevamo lo stesso lavoro, perciò ho voluto la Savignano per il legame con me sia con me che con lei».
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