Sicurezza
I ragazzi stavano festeggiando la maturità: «Aveva il volto coperto da un passamontagna»
Rapinati in spiaggia nella notte
Mario Moscadelli
Cinque studenti aggrediti da un uomo armato di coltello
2 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Rapinati nella notte sulla spiaggia di Andalù. Cinque studenti del liceo artistico di Cecina - tre ragazze e due ragazzi - si ricorderanno a lungo il giorno della loro maturità, perché quella che doveva essere una festa si è trasformata in un incubo. L'episodio è successo l'altra notte, intorno alle 2. I cinque ragazzi, tutti appartenenti ad una classe quarta, in mattinata aveva sostenuto la prova orale della maturità. Con i genitori avevano concordato che la sera avrebbero in qualche brindato a questo evento. In che modo? Cena a Marina di Cecina e poi "spiaggiata" ad Andalù. «Dopo avere passato la serata sul lungomare - racconta uno degli studenti coinvolti - siamo andati sulla spiaggia di Andalù per trascorrere la notte sotto le stelle e festeggiare così la maturità». Ma verso le 2 uno di loro è stato bruscamente svegliato. «Ho sentito - prosegue la ragazza nel racconto - una persona avvicinarsi e dire: "Non sono loro, sono italiani". Ricordo che l'uomo in questione teneva nella mano sinistra un torcia elettrica e nell'altra aveva un coltello. Il suo volto era coperto da una passamontagna nero». Forse il malvimente in questione non era solo, ma di sicuro c'è che aveva una lama lunga una decina di centimetri. Questo secondo la descrizione fornita dagli studenti ai carabinieri di Cecina, a cui ieri mattina sono state formalizzate le denunce. «L'uomo, di un'età tra i 20 e i 25 anni, alto circa 1 metro e 80 centimetri e con la pelle olivastra, ci ha illuminati con la torcia. Poi, brandendo il coltello ci ha intimati di consegnargli le borse e gli zaini». Oltre ai telefonini e macchine fotografiche digitale, l'uomo si è portato via soldi in contanti, carte di credito, documento e collane di vario genere. «Dopo avergli dato tutti i nostri beni l'uomo ci ha rivolto una frase tipo: "Loro hanno rubato a me io rubo a voi". Inoltre, al momento di allontarsi all'interno della pineta ha aggiunto: "Venitemi a salutare in Romania"». Non tutta la comitava si è accorta di quanto successo: una delle ragazze, infatti, è stato svegliata così: "Siamo stati derubati, muoviti, dobbiamo scappare". E una volta raggiunto l'hotel Stella Marina, il gruppo ha chiesto aiuto a dei coetanei: «Ci hanno prestato un cellulare per chiamare i carabinieri»
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
