Il Tirreno

Assegnata la gestione del Loris Rossetti. Ieri primo incontro fra Benedetti e polisportiva

Lo stadio va al Palazzaccio

Lo stadio Rossetti e, a fianco La Valle
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Lo stadio Rossetti e, a fianco La Valle

Esclusa l'Asd Cecina. Il legale: «Bando illegittimo, faremo ricorso»

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 CECINA. L'As Cecina perde la gestione dello stadio comunale. Una svolta storica per i colori rossoblù, una decisione che è forse l'ultimo atto di una crisi che ha investito in pieno la società di via Puccini e di rapporti da tempo incrinati con l'amministrazione comunale.  Ieri si sono aperte le buste con le tre offerte. La novità, anch'essa clamorosa, è che il Loris Rossetti va alla Polisportiva Palazzaccio che ha presentato un offerta minima di 501 euro.  Sono state scartate, invece, le altre due domande. Quella dell'Asd Cecina e quella presentata dall'associazione temporanea di impresa tra Catia Caciagli (moglie di Marcello La Valle, attuale vice presidente del Cecina) e Francesco La Bella. Entrambe - fanno sapere in Comune - non avevano i requisiti idonei con il bando di partecipazione.  A decidere una commissione composta dai funzionari Cheli, Bezzini e Rocchi.  Ieri nel tardo pomeriggio il sindaco Stefano Benedetti ha incontrato il presidente della polisportiva Palazzaccio Ennio Casini, accompagnato da due dirigenti. L'occasione per valutare - insieme - progetti ed impegni dell'associazione che conta circa 250iscritti e che fa del settore giovanile il proprio forte con 16 compagini. Ma non dispone della prima squadra.  La Polisportiva Palazzaccio - spiegano gli addetti ai lavori - vedrebbe nel Rossetti un prezioso supporto per espandere la propria attività di scuola calcio e settore giovanile agonistico. Ma è innegabile che la decisione di non ritenere idonea la domanda dell'Asd Cecina complica non poco la vita ai progetti di La Valle & Co. Anche se l'avvocato Luciano Lorusso, legale del vice presidente, non si arrende e annuncia che presenterà subito un ricorso contro la decisione della commissione valutatrice. Contestando sia la legittimità del bando per l'assegnazione dello stadio con l'applicazione della legge 163 (ritenuta inapplicabile nella fattispecie), sia soprattutto i criteri di scelta per l'esclusione, che la composizione della stessa commissione in cui figurerebbe un membro che ha intrapreso - per conto di palazzo civico - un'azione legale nei confronti del vice presidente del Cecina.  Ora l'Asd ha veramente le ore contate e la serie D, salvo miracoli, rappresenta un miraggio.  Perché entro domani la società deve presentare la domanda di iscrizione e pagare la fidejussione. Però non ha uno stadio a norma dove giocare e non può iscrversi indicando impianti fuori dal comune di residenza societaria pena la perdita del titolo sportivo.  Salvo che il tentativo estremo del ricorso non ribalti clamorosamente una situazione ormai alla deriva. A.R.

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