Sicurezza
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La madre di Michael Ghimenti: «Dopo due anni solo silenzio»
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ROSIGNANO. Gli oleandri e il centinaio di cartelloni pubblicitari (un record, che ha scatenato anche delle polemiche) mascherano i numerosi mazzi di fiori deposti nei punti dove automobilisti, scooteristi e ciclisti hanno perso la vita. Sì, perché è lunga la lista delle persone che su questo rettilineo di vecchia Aurelia hanno trovato la morte. Tra i lutti più gravi c'è sicuramente quello di Michael Ghimenti, il ragazzo di 18 anni morto nel luglio del 2008 in uno scontro con un fuoristrada. Ieri, appena saputo dell'ennesimo incidente, ci ha contattati la madre Barbara. «Mi dispiace per questa coppia - dice la madre - perché a due anni dalla morte di mio figlio questa strada è sempre insicura. Quello che mi fa più male è che ancora non so chi sia il responsabile della morte di mio figlio». Tra gli episodi più tragici c'è quello del settembre del 2002: all'inizio della pista ciclabile ancora in costruzione morì Emilio La Bella, tabaccaio di 55 anni di Marina di Pisa. L'uomo era in vespa con la moglie e percorreva la strada verso le Spiagge Bianche, direzione Vada. Giunto all'inizio della pista ciclabile, delimitata da una palizzata, La Bella la imboccò ma urtò con un alettone contro il palo e cadde. La moglie si ruppe una spalla, lui morì sul colpo. Un incidente che ha portato in tribunale anche dirigenti del Comune di Rosignano. Un anno dopo, per l'esattezza il 9 febbraio, a un centinaio di metri a nord dal semaforo delle Spiagge Bianche perse la vita Roberto Rosi, ragazzo di 29 anni di Solvay. Alla guida della sua Ford Fiesta si scontrò tragicamente con una Nissan Almera. Sempre all'altezza del semaforo in località Galafone, nel novembre del 2008, una donna di 56 anni residente ai Polveroni - Leda Sambuco - fu travolta da una Ford Focus mentre in bicicletta attraversava la via Aurelia. Ma questi sono solo alcuni dei fatti più gravi che si sono verificati in questo pezzo di vecchia Aurelia.
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