Sicurezza
Continuano a rifiutare la roulotte offerta dallassessore Burgalassi e la situazione non sembra volersi sbloccare
Profughi sfrattati, la protesta va avanti
A.d.G.
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I profughi accampati giorno e notte davanti al municipio La famiglia curda ancora accampata nel prato davanti al municipio
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CECINA. Si sono accampati lì giovedì pomeriggio. Aiutati da amici e parenti, hanno montato un paio di tende e trascorso la notte sul prato davanti al municipio. Abdullah Esmez, la moglie e i tre figli non sentono storie. Ieri erano ancora lì e hanno intenzione di restarci. Sfrattati per morosità dall'appartamento di Franco Rindi, al numero 25 di via Pisana-Livornese, i cinque profughi curdi continuano a rifiutare l'offerta di una sistemazione provvisoria al campeggio Le Tamerici. A dire no alla roulotte che aveva suggerito l'assessore Lia Burgalassi. Alle Tamerici intanto Mauro Marconi aveva preparato tutto: «Erano venuti giovedì mattina - dice l'uomo - Avevo mostrato loro il campeggio e i servizi, i bambini giocavano, sembravano tutti contenti. Poi però sono spariti. Stamani (ieri, ndr) è passato lo scuolabus ma qui non c'era nessuno». Burgalassi giovedì sera è rimasta a parlare con loro fino a mezzanotte e mezzo. Ieri ha fatto altrettanto. Ma la situazione è bloccata. Da una parte i profughi che ricordano il loro status. Dall'altra il Comune che si trova a fronteggiare un'emergenza abitativa mai così forte. E in mezzo il problema dei bambini. Da un momento all'altro il sindaco potrebbe far intervenire le assistenti sociali. Stefano Benedetti e la stessa Burgalassi hanno parlato con le forze dell'ordine, scegliendo una linea morbida. Magari in attesa che Abdullah cambi idea. «Gli ho detto che le chiavi della roulotte sono a disposizione quando vogliono, spero che ci rifletta» aggiunge Burgalassi. La sensazione è che si voglia rimandare qualsiasi decisione alla prossima settimana, a lunedì.
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