Il Tirreno

AGRITURISMI

Un attacco incomprensibile

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 Ristorazione tipica negli agriturismi del pisano: inspiegabile presa di posizione di Confcommercio e Confesercenti che hanno deciso, dopo l'approvazione della Regione delle modifiche "restrittive" della legge 30/03 e del relativo regolamento attuativo, di ingaggiare battaglia contro il nuovo quadro normativo. Sono 300 le aziende interessate nella sola provincia di Pisa concentrate in particolare nella Val di Cecina e nel volterrano. Come Coldiretti regionale e provinciale sottolineiamo che l'agriturismo ha il privilegio di dover servire, per legge, solo piatti toscani autentici, preparati con alimenti di origine certa e documentata. E, sempre per legge, ha anche il privilegio di sottoporsi a controlli certi e severi. Eppure entrambe le associazioni hanno partecipato attivamente a ogni fase della concertazione, suggerendo modifiche e integrazioni che, in gran parte sono state accolte. Mentre introdurre per legge alcuni obblighi servirà a elevare complessivamente la qualità dell'offerta agrituristica toscana nell'interesse dei consumatori. Le aziende agrituristiche osserveranno le regole imposte a tutti gli esercizi aperti al pubblico: da quelle igienico sanitarie a quelle volte a tutelare la sicurezza e la privacy degli ospiti. Sono tenute a comunicare le presenze e a pagare le medesime imposte. Hanno necessità di sottoporsi alla formazione obbligatoria e ad adottare manuali di autocontrollo per la manipolazione e trasformazione degli alimenti e la conduzione degli impianti natatori. Fabrizio Filippi (presidente Coldiretti Provincia di Pisa)

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