La manifestazione
Il caso. I lavoratori: «Lente ha abusato di contratti a tempo determinato»
Scuolabus, aumentano le cause
Mario Moscadelli
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Scuolabus, aumentano gli ex autisti in causa Ora sono sedici gli ex autisti in guerra con palazzo civico
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ROSIGNANO. La vertenza degli autisti dello scuolabus si allarga. Ora sono tredici gli ex dipendenti comunali in causa con il Comune, a cui si aggiungono altri tre che al momento si sono mossi con il tentativo di conciliazione. Tutti sono difesi dall'avvocato Simone Tinagli. Dunque, rischia di aumentare l'eventuale risarcimento danni (si ipotizza fino a 200mila euro) che l'amministrazione comunale rosignanese dovrebbe versare se i giudici del lavoro del tribunale di Livorno chiamati ad esprimersi sui casi, Jacqueline Magi e Domenico Provenzano, dovessero ritenere fondate le ragioni degli ex autisti dei pulmini gialli. I dipendenti in guerra con il Comune, rappresentato dall'avvocato piombinese Renzo Grassi, in sostanza ritengono che l'ente abbia abusato di contratti a tempo determinato nel periodo dei tredici anni che hanno prestato servizio a Rosignano. Intanto, il giudice Magi ha ritenuto di nominare un perito - il ragioniere cecinese Iviano Bibbiani - per esaminare le prime sei posizioni: vale a dire quelle di Pietro Pirchio, Elio Biagini, Daniele Serafini, Antonio Enrico Lunghi, Mauro Corsi e Gabriele Parente. L'udienza per questi autisti è fissata per il prossimo 24 settembre, data in cui saranno anche depositate le perizie del ctu. Le altre sette situazioni sono sotto il giudizio di Provenzano e riguardano Fabio Lagomarzini, Claudia Neri, Maurizio Giuntini, Elena Obodovskaia, Sabrina Bulletti, Daniela Stefanelli e Stefano Gronchi. Anche qui è prevista la nomina di un consulente tecnico: l'incarico dovrebbe essere affidato sempre a Bibbiani il prossimo 15 luglio. Infine, l'avvocato Tinagli ha presentato il tentativo di conciliazione per Stefano Parente, Vincenzo Morabito e Manuela Paperi. Evidentemente i nuovi autisti che si sono uniti alla vertenza hanno deciso di farsi avanti proprio dopo aver saputo che il giudice voleva vederci chiaro nominando un perito d'ufficio.
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