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Acqua: già raccolte 400 firme contro la privatizzazione
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CECINA. Raccolte fino a oggi quattrocento firme a Cecina affinché l'acqua ridiventi un bene pubblico comune non commerciabile. Lo fa sapere il Comitato cecinese per l'acqua pubblica (cui hanno aderito l'Arci, il Partito socialista, il Partito dei comunisti italiani, la Sinistra ecologia e libertà e Rifondazione comunista). Tante associazioni dunque hanno aderito alla campagna referendaria. Una tra le più importanti è senz'altro l'Arci. Anche il segretario della Cgil, Epifani, ha firmato i tre referendum del comitato aggiungendo: «L'acqua è un bene fondamentale che deve essere gestito, industrialmente, come bene pubblico». A livello locale ha firmato a titolo personale il presidente dell'Auser. L'obiettivo è di raccogliere oltre un milione di firme entro il 4 luglio, come fatto politico dirompente.
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