Il Tirreno

Senza stipendi e la ditta è sparita

L’autista Carlo Matteo: non riesce ad ottenere il pagamento degli arretrati dalla ditta per la quale lavorava
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L’autista Carlo Matteo: non riesce ad ottenere il pagamento degli arretrati dalla ditta per la quale lavorava

«Devo avere 7400 euro e il tfr». Ex camionista fa denuncia all'Ispettorato

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CASTELLINA. Dallo scorso gennaio è in pensione. Percepisce poco più di 700 euro al mese, ma quasi 400 se ne vanno per l'affitto. Chiede che gli vengano pagati gli stipendi per quei mesi che ha lavorato. Per un anno, dal 28 settembre 2008 al 30 settembre 2009, è stato dipendente della Romy Scavi Srl. Cioè di una ditta di trasporti con sede legale a Cirò Marina, provincia di Crotone. Il giorno dell'assunzione la società aveva sede operativa a Venturina, ma dopo poche settimane si è trasferita a Parma.

«Sono stato assunto in qualità di camionista - racconta Carlo Matteo - viaggiavo per l'Italia trasportando alimenti, più di tremila chilometri a settimana. Tutto è filato liscio fino all'infarto». Era fine marzo 2009 quando si sentì male; si trovava a Parma, prese un'aspirina e riuscì a tornare a casa. Fu aperto un certificato di malattia di sei mesi (dal 30 marzo al 30 settembre 2009). Il 10 aprile 2009 Carlo Matteo è stato operato al cuore per la prima volta. «Mi ero da poco ristabilito - continua - e andai in banca. Per poco non rischio un altro infarto. Sul conto mancavano gli stipendi di febbraio, marzo e la malattia di aprile e maggio. Nonostante i solleciti non sono ancora riuscito ad avere quei soldi».

La trafila. Prova a parlare con il datore di lavoro, ma non ottiene i soldi. A maggio 2009, Matteo denuncia l'ammanco all'Ispettorato del lavoro di Livorno. I funzionari livornesi girano la documentazione a Crotone, dove si trova la sede legale della Romy Scavi Srl, e a Parma, dove era la sede operativa. L'ufficio calabrese a giugno 2009 calcola che tra febbraio e maggio non sono stati versati al signor Matteo 7.700 euro. Parte la diffida accertativa alla Romy Scavi Srl, che diviene esecutiva l'8 settembre 2009. Sempre a giugno, il 24, Matteo si rivolge all'ufficio vertenze della Cgil di Livorno che scrive alla società per tentare un conciliazione. Nessuna risposta.

Un muro di gomma. Il camionista si licenzia il 28 settembre 2009: «Non c'erano più le condizioni per andare avanti con quella ditta». Nello stesso mese, Matteo integra la richiesta di intervento, denunciando i mancati pagamenti dell'indennità di malattia dal giugno al settembre 2009, degli assegni familiari, delle buste paga. Mancano anche Tfr e Cud 2008. «Senza il Cud - commenta - non posso neanche pagare le tasse, rischio di essere sanzionato». Dopo l'esecutività della diffida del Dpl di Crotone si attiva anche l'ispettorato di Parma dove si trova, o meglio trovava, la sede operativa della società. Il 12 ottobre 2009, l'ufficio emiliano scrive sia al signor Carlo Matteo che ai titolari della Romy Scavi Srl, con l'intenzione di convocare le parti per avviare un tentativo di conciliazione monocratica. Alle 10.40 del 9 novembre 2009 si presenta solo Carlo Matteo.

La ditta non si trova. Il 16 febbraio 2010 l'ispettorato di Parma dispone dei controlli nella sede operativa della Romy Scavi Srl, ma non trova nessuno. «Dalle informazioni reperite in loco da una vicina di casa - si legge nel verbale del Dpl emiliano - si è appreso che dal periodo del Natale 2009 non è stata più vista alcuna persona nell'abitazione». Il 31 dicembre 2009 l'autista subisce il secondo intervento al cuore. «Oggi vivo con una pensione di 700 euro - racconta - e forse mi verrà revocata anche la patente per guidare il camion. Chiedo solo di essere pagato per il lavoro che ho svolto in un anno».

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