Sicurezza
Una consulta zonale per la cultura
Alberto Mangiantini
La proposta del Psi sarà presentata nel prossimo consiglio comunale
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CECINA. Il Psi s'appresta a presentare nel consiglio comunale di martedì prossimo, 25 maggio, la proposta per la costituzione di una Consulta della cultura che vada ad interessare tutti e 10 i comuni della Bassa val di Cecina. La proposta, come spiegato da Giampaolo Secenti, membro del direttivo di zona del Psi, si riallaccia alla mozione presentata dal partito lo scorso 30 marzo ed approvata a maggioranza dal consiglio comunale che ha portato alla costituzione dell'Unione comunale della Bassa val di Cecina, «un ente che si pone come obiettivo quello di abbattere i costi della politica tramite un lavoro sinergico di tutti i comuni». Il perché di questa nuova mozione è stato spiegato dalla responsabile alla cultura del Psi per la Bassa val di Cecina Elisa Favilli: «Nella nostra zona ci sono circa 3700 associazioni che, con poche risorse e troppo spesso in competizione l'una con l'altra a causa di un ormai atavico ma dannoso campanilismo, svolgono attività culturali di alto profilo professionale. Anche l'esperienza di Armunia, seppure abbia rappresentato almeno al principio un momento di aggregazione, col passare del tempo è diventata sempre più un fenomeno di nicchia per pochi eletti, mentre la cultura deve essere di tutti. Da parte nostra crediamo che ci sia bisogno di un progetto unitario che non omogenizzi le eccellenze culturali già presenti, ma coordini le attività svolte, valorizzandole». Concetti ripresi anche dal presidente del consiglio comunale e capogruppo del Psi Antonio Costantino, il quale ha spiegato che con la Consulta sarà possibile creare un luogo fisico e ideale in cui le associazioni culturali possono confrontarsi con le amministrazioni comunali: «Questa struttura da noi proposta non è una novità, ma è già presente in molte parti d'Italia, quali per esempio Roma. Poiché la sola Cecina rappresenta inoltre il secondo polo didattico provinciale e che quindi unita alle realtà limitrofe abbraccia un alto numero di istituti scolastici, la nostra proposta prevede tra l'altro il coinvolgimento anche delle scuole». Il segretario provinciale del partito Alberto Rossi sottolinea come dopo Armunia, che pure non era rappresentativa della nostra zona, l'offerta culturale della Bassa val di Cecina si sia fermata, a differenza di zone limitrofe, quali per esempio Livorno, in cui c'è una riscoperta della storia culturale locale. «La nostra proposta nasce anche per cercare di valorizzare anche la nostra tradizione popolare, non legandosi necessariamente al passato ma sfruttando anche le eccellenze contemporanee».
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