Finanza
Una casa per donne in difficoltà
M.M.
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Lex scuola che ospiterà la casa daccoglienza per donne in difficoltà Il progetto della Società per la salute: dieci posti per l'emergenza
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CECINA. Una casa d'accoglienza per donne in difficoltà: il progetto, atteso da tempo, starebbe finalmente per concretizzarsi. L'iniziativa è curata dalla Società della salute, che ha individuato la struttura nell'ex distaccamento dei vigili del fuoco, al Paratino. Circa 120 metri quadrati, adibiti originariamente a scuola, poi trasformati provvisoriamente in caserma per i pompieri. Dopo l'apertura della nuova sede dei vigili del fuoco, a Città nuova, il vecchio asilo è rimasto inutilizzato. Una ricognizione delle proprietà pubbliche, l'ha indicato come papabile per ospitare la casa d'accoglienza. Ha bisogno però di una revisione globale degli spazi interni e di essere messo in sicurezza (impianti ecc.) A questo scopo è stato incaricato l'ufficio tecnico del Comune di Cecina. L'iter sarebbe giunto quasi al termine. Si tratta di allestire degli spazi comuni, quali cucine e luoghi di incontro, e delle camere con bagni che possano ospitare donne sole ma anche con bambini. Dalle clochard alle precarie. La struttura è pensata infatti per le categorie a rischio, che non riguardano soltanto le donne sole, le senza casa, le cosiddette "barbone", quasi sempre straniere, ma anche donne rimaste senza lavoro, separate con figli che - numeri alla mano - rappresentano la nuova emergenza sociale. Perlopiù italiane. Perché spesso non ce la fanno a pagare l'affitto; non riescono, specie se precarie, a far fronte al mantenimento dei bambini. Insomma sono loro le "nuove povere". La struttura non risolve certamente il problema, ma vuole essere una risposta all'emergenza. Una sorta di centro di prima accoglienza, da cui poi procedere per una sistemazione più duratura. L'allarme Ivona. L'esigenza di un centro di aiuto per donne sole è sentita da anni. Del resto l'unica struttura d'accoglienza, l'unico dormitorio in zona, è quello della Caritas a Castiglioncello. A Cecina e negli altri comuni della costa funzionano invece dei servizi, sia laici come la Pubblica assistenza che religiosi come la casa del duomo, di distribuzione di pacchi viveri e vestiario. Il campanello d'allarme più drammatico scattò però l'anno scorso, proprio a Cecina, con la morte di due badanti rimaste senza lavoro che si erano ridotte a vivere come barbone in baracche lungo il fiume: Maria e Ivona. La giunta Pacini, sul finire del mandato, promise di intervenire con una struttura d'accoglienza.
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