La manifestazione
«Il mio cantiere è fermo da nove mesi»
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Un cantiere edile Indagini edilizie a Collemezzano, imprenditore si sfoga
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CECINA. Da nove mesi ha il cantiere bloccato e la sua impresa non lavora più. «Sono in corso accertamenti per sospetti illeciti edilizi», confessa l'impresario. La crisi che si è abbattuta sul settore delle costruzioni lo ha già costretto a licenziare alcuni dipendenti: prima tre, poi cinque. «Ma se potessi sbloccare questo cantiere potrei riassumere qualche operaio mandato a casa», racconta oggi Silvio Alfani, titolare della società edilizia A.R. Un imprenditore di origini campane trapiantato da alcuni anni con la famiglia a Cecina. «Da agosto scorso, quando sono arrivati i vigili urbani per eseguire i controlli nel mio cantiere, non so più niente». E il progetto per realizzare una serra biologica a Collemezzano è rimasto fermo al palo. «Così si tagliano le speranze e le aspettative di una ragazza di 19 anni - si lamenta Alfani -, mia figlia, che vuole realizzare un'attività. E' assurdo che per fare accertamenti si blocchi un cantiere per nove mesi». Un progetto per cui l'imprenditore ha già speso diverse centinaia di migliaia di euro. Prima acquistando il terreno, poi facendo eseguire agli agronomi uno studio per poter impiantare nell'area una serra per la coltivazioni di prodotti biologici. Quindi impegnandosi con una nota banca che ha una filiale sul territorio per contrarre il mutuo necessario a eseguire l'investimento. La vicenda comincia il 17 marzo dell'anno scorso quando Alfani acquista 6.800 metri di terreno in via Metauro, a Collemezzano. «Volevo realizzare una serra dove mia figlia, che ha 19 anni, potesse intraprendere una sua attività di coltivatrice diretta». «Acquisto il terreno - racconta l'impresario - su cui c'è già una Dia (dichiarazione di inizio attività, ndr) della vecchia proprietà». Quindi cominciano i contatti con gli agronomi, con le banche e con il Comune. E partono i lavori. «Solo che ad agosto - spiega Alfani - arriva la polizia municipale che contesta ipotesi di vizi edilizi e ferma i lavori». Passano giorni, passano mesi e la situazione resta immutata. Ruspe ferme, cantiere bloccato. «Chiedevo spiegazioni agli uffici - racconta l'impresario - e mi parlavano di accertamenti in corso. Senza mai capire di cosa si trattasse e, soprattutto, perché durassero così a lungo». Fintanto che Alfani scopre che c'è un esposto alla Procura della Repubblica presentato da un privato e che lo interessa. Aspetto che ci viene confermato anche dall'amministrazione comunale che ci informa che la situazione del signor Alfani è nota agli uffici che stanno lavorando per completare gli accertamenti e definire la pratica. Intanto però, da quando sono iniziati i controlli, sono passati nove mesi. E oggi l'impresario cecinese è stanco e scoraggiato per questa situazione. «Perché bloccare così un progetto che punta a dare lavoro a dei giovani?», si domanda l'uomo.
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