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Viale della Vittoria nuova scuola e fiume Ecco i lavori a rischio

I sindaci durante la protesta di giovedì a Firenze. In alto, viale della Vittoria
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I sindaci durante la protesta di giovedì a Firenze. In alto, viale della Vittoria

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 CECINA. Il paradosso - dice Stefano Benedetti - è questo: avere i soldi nella tesoreria municipale e non poterli spendere. Per carità, Cecina non è milionaria. Ma in cassa c'è quanto basta («alcuni milioni», afferma il sindaco) indispensabili per investire nei progetti inseriti nei piani pluriennali. Tre le priorità: la nuova scuola elementare di via Vico, che darà ossigeno ai bimbi della Guerrazzi alle prese con noti problemi di vecchiaia dell'edificio. Il viale della Vittoria - biglietto da visita di Marina e vetrina turistica - il cui nuovo arredo di pavimentazione, luci, panchine e palmizi è già iniziato. E l'arginatura del fiume Cecina che, oltre a dare stabilità idraulica al fiume, è importate per creare nuove oasi pedonali.  «Il problema è che con questi vincoli del patto di stabilità - spiega Benedetti - rischiamo già quest'anno di far slittare al 2011 alcuni interventi». Quali e quanti è da vedere. Ma la morsa che stringe i comuni - fa capire il sindaco - rischia di incidere non solo sugli investimeni ma, addirittura, sulle manutenzioni. E stando agli anni che pesano sul patrimonio immobiliare cecinese, non c'è da stare tranquilli.  Ecco perché giovedì mattina Benedetti era a Firenze insieme agli altri primi cittadini dei comuni delle regioni del Centro Italia: per dire no a questo patto di stabilità che punisce tutti per dei «meccanismi assurdi», dice il sindaco. Che parte con una stoccata al governo per impegni presi e non mantenuti. A partire del rimborso dell'Ici sulla prima casa. «Noi stiamo aspettando circa 240mila euro del periodo 2008. E non sappiamo ancora quanto dobbiamo avere nel 2009. Così, da una parte i ministeri continuano a spendere e a noi ci chiedono di tirare la cinghia».  E sul patto di stabilità spiega: «In un quadro economico già difficile il patto rasenta l'assurdo perché prende come riferimento la spesa e le entrate correnti incidendo sulla spesa in conto capitale». In sostanza deve essere rispettato per l'anno corrente il rapporto spesa ed entrate, cosa che non è sempre possibile. Prendiamo Cecina. «Negli anni 2005-2006 - fa presente il sindaco - al Comune sono entrati finanziamenti dei vari enti per dei progetti come il rifacimento dell'argine remoto del Cecina. Nel 2009 il Comune ha cominciato a pagare i lavori e quindi ha fatto uscire denaro dalle casse. Ebbene, siamo stati a costretti a bloccare i pagamenti proprio per questi vincoli del patto ed abbiamo dovuto trovare denaro liquido. Come? Attraverso le alienazioni di beni immobili». Così è stato messo in vendita l'immobile di via Boccaccio. «Quest'anno però la situazione è già allarmante. E Benedetti spiega perché: «Abbiamo già pagato 3,7 milioni di lavori» e gli incassi non sono altrettanti. «Perché quest'anno abbiamo previsto di incamerare 1,5 milioni di oneri di urbanizzazione, meno del passato con la crisi dell'edilizia. E 800mila euro di contributi a cui vanno aggiunti circa 1,1 milioni di via Boccaccio». Oggi il Comune rischia di rinviare alcuni tipi di lavori al 2011 e deve vendere i magazzini di via Puccini. «Sto valutando di fare una convenzione con le banche- chiude il sindaco - per la cessione di crediti con anticipo 100% a tasso agevolato. Si darebbe respiro alle imprese e poi il comune rimborerebbe le banche». A.R.

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