Italia
Quercetano, balneari ko
Alessandra Bernardeschi
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La spiaggia del Quercetano come si presenta oggiFrana anche un pennello, danni gravi. Minacciate azioni legali
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CASTIGLIONCELLO. Si fa ancora la conta dei danni dell'alluvione che domenica scorsa ha colpito, in particolare, la zona a nord di Castiglioncello. «Il punto di maggiore sofferenza - ha detto l'assessore all'ambiente Daniele Donati - è la zona del Quercetano». L'arenile pubblico è scomparso sotto a quintali di canne, legni e rifiuti.
Ed è proprio da lì che Giancarlo Mannari gestore dei bagni Quercetano lancia la protesta e dice di volersi rivolgere ad un legale. L'onda di piena che è uscita da botro ha spazzato via mezzo stabilimento balneare comprese molte delle attrezzature. Una cosa così - seppur in un tratto di costa pesantemente minacciato - non si era mai vista. «Da quel botro è uscito di tutto - dice Mannari - compreso un frigorifero che è passato e non so più che fine abbia fatto». Sembra una battuta di spirito se non fosse che tutti gli stabilimenti balneari della zona sono già aperti; nonostante il tempo inclemente di queste settimane, la stagione a Castiglioncello è iniziata e, le strutture hanno già posizionato ombrelloni e lettini. «Lo consente la legge - dice Mannari - per le cure elioterapiche». La piena ha travolto tutto, pure un pennello di cemento, oggi franato in due punti «che doveva proteggere le fognature ma, soprattutto - dice Mannari - la pompa di sollevamento delle acque nere che attualmente è rimasta senza protezione e, quindi, in balia del mare». Mannari è sconfortato «non so quanti danni ho subito; da una prima stima posso dire 20mila euro». Ma la rabbia è soprattutto un'altra «da domenica ho chiamato la forestale ed altri Enti per un sopralluogo sul botro.
Qui nessuno si è visto. Attenderò fino a lunedì poi, con tutta probabilità, se la situazione non si smuove, metterò il caso in mano ai legali». Un denuncia «perché dal botro Quercetano è uscito di tutto: un vecchio lampione, alcune travi della ferrovia che appartengono, per la loro pericolosità, alla categoria dei rifiuti speciali, pneumatici ma, soprattutto, tronchi d' alberi tagliati e rami, falciature. «Per questo - aggiunge l'imprenditore balneare -ho chiesto agli enti, Forestale compresa, di fare un sopralluogo a monte del Quercetano per capire se privati abbiano effettuato operazioni di pulizia e disboscamento e, invece di ripulire, abbiano buttato tutto nel fosso. Mi chiedo chi siano i responsabili di tutta questa situazione. Vorrei venissero capire cosa sia accaduto domenica e di chi sia la responsabilità». Poco più in là, proprio sulla piccola spiaggia libera, l'ultima di Castiglioncello, il botro in piena ha accumulato quintali di rifiuti: da semplici canne e rami spezzati a bottiglie e falconi in plastica. A complicare la situazione i cumuli di velelle, particolari meduse, che si stanno spiaggiando e la cui decomposizione rende l'aria irrespirabile.
Una situazione complessiva allarmante, vista la stagione balneare ormai alle porte, di cui si sta occupando l'ufficio ambiente del comune. «Pensiamo - spiega l'assessore Donati - di portare sul posto una vasca dove raccogliere ramaglie e rifiuti e quindi di portare il materiale all'altezza di via del Quercetano. Un'operazione che potrebbe essere effettuata nei giorni concomitanti al ripascimento». Intanto continuano le proteste dei residenti nella zona le cui case e cantine sono state invase da fango, foglie ed acqua. L'assessore all'ambiente ha già predisposto sopralluoghi nella zona «abbiamo già effettuati ricognizioni durante le quali abbiamo documentato la situazione con tanto di fotografie».
Ed è proprio da lì che Giancarlo Mannari gestore dei bagni Quercetano lancia la protesta e dice di volersi rivolgere ad un legale. L'onda di piena che è uscita da botro ha spazzato via mezzo stabilimento balneare comprese molte delle attrezzature. Una cosa così - seppur in un tratto di costa pesantemente minacciato - non si era mai vista. «Da quel botro è uscito di tutto - dice Mannari - compreso un frigorifero che è passato e non so più che fine abbia fatto». Sembra una battuta di spirito se non fosse che tutti gli stabilimenti balneari della zona sono già aperti; nonostante il tempo inclemente di queste settimane, la stagione a Castiglioncello è iniziata e, le strutture hanno già posizionato ombrelloni e lettini. «Lo consente la legge - dice Mannari - per le cure elioterapiche». La piena ha travolto tutto, pure un pennello di cemento, oggi franato in due punti «che doveva proteggere le fognature ma, soprattutto - dice Mannari - la pompa di sollevamento delle acque nere che attualmente è rimasta senza protezione e, quindi, in balia del mare». Mannari è sconfortato «non so quanti danni ho subito; da una prima stima posso dire 20mila euro». Ma la rabbia è soprattutto un'altra «da domenica ho chiamato la forestale ed altri Enti per un sopralluogo sul botro.
Qui nessuno si è visto. Attenderò fino a lunedì poi, con tutta probabilità, se la situazione non si smuove, metterò il caso in mano ai legali». Un denuncia «perché dal botro Quercetano è uscito di tutto: un vecchio lampione, alcune travi della ferrovia che appartengono, per la loro pericolosità, alla categoria dei rifiuti speciali, pneumatici ma, soprattutto, tronchi d' alberi tagliati e rami, falciature. «Per questo - aggiunge l'imprenditore balneare -ho chiesto agli enti, Forestale compresa, di fare un sopralluogo a monte del Quercetano per capire se privati abbiano effettuato operazioni di pulizia e disboscamento e, invece di ripulire, abbiano buttato tutto nel fosso. Mi chiedo chi siano i responsabili di tutta questa situazione. Vorrei venissero capire cosa sia accaduto domenica e di chi sia la responsabilità». Poco più in là, proprio sulla piccola spiaggia libera, l'ultima di Castiglioncello, il botro in piena ha accumulato quintali di rifiuti: da semplici canne e rami spezzati a bottiglie e falconi in plastica. A complicare la situazione i cumuli di velelle, particolari meduse, che si stanno spiaggiando e la cui decomposizione rende l'aria irrespirabile.
Una situazione complessiva allarmante, vista la stagione balneare ormai alle porte, di cui si sta occupando l'ufficio ambiente del comune. «Pensiamo - spiega l'assessore Donati - di portare sul posto una vasca dove raccogliere ramaglie e rifiuti e quindi di portare il materiale all'altezza di via del Quercetano. Un'operazione che potrebbe essere effettuata nei giorni concomitanti al ripascimento». Intanto continuano le proteste dei residenti nella zona le cui case e cantine sono state invase da fango, foglie ed acqua. L'assessore all'ambiente ha già predisposto sopralluoghi nella zona «abbiamo già effettuati ricognizioni durante le quali abbiamo documentato la situazione con tanto di fotografie».
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