Attenzione
L'ultima scommessa che profuma di Aleatico
Divina Vitale
Meletti Cavallari inaugura domani la nuova cantina a Capoliveri
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CAPOLIVERI. La nuova scommessa vitivinicola di Pier Mario Meletti Cavallari, storico padre di Grattamacco e presidente del Consorzio Strada del vino, si chiama Tenuta delle Ripalte. Siamo nelle fertili terre dell'isola D'Elba, a Capoliveri per la precisione. Qui si è impegnato con Pietro Alberto Ederle nella produzione dell'Aleatico, il tipico passito dell'isola che va consacrandosi al top nel mercato e sono già in cantiere le nuove proposte di un vermentino e un rosso grenache. Proprio domani verrà inaugurata la nuova cantina della tenuta. Abbiamo intervistato il produttore. Ci siamo, è soddisfatto del lavoro svolto? L'inaugurazione di una cantina sembra il momento iniziale di una impresa vitivinicola; è invece la conclusione di un primo faticoso ciclo produttivo. Abbiamo piantato nel 2003 le prime barbatelle di aleatico sulla estrema punta sud dell'Elba, in un terreno granitico molto antico, ricco di componenti minerali. Le prime uve raccolte le abbiamo vinificate in una cantina di un amico, a Rio Marina. Nel 2005 abbiamo cominciato a pensare alla costruzione di una cantina alle Ripalte, posto magnifico ma ecosistema delicato, già intaccato dalla presenza di insediamenti minerari. Chi ha realizzato il progetto? L'amico architetto Tobia Scarpa ci ha proposto una struttura semplice e pratica che, con un rivestimento di pietra calamita prelevata dalla cave elbane, l'avvicina alle strutture minerarie tradizionali. Dopo 4 anni e alcune modifiche per un migliore inserimento nel paesaggio, il progetto è stato licenziato e siamo partiti con la costruzione. Non solo aleatico... No, infatti nel frattempo il vigneto, 12 ettari, è stato ampliato per produrre anche un vino bianco ed un vino rosso. La gamma dei prodotti è completa e la cantina, dopo poco più di un anno di lavori, è completata. Cos'avviene all'interno? È uno strumento di lavoro: essiccamento dell'aleatico sul grande terrazzo, selezione delle uve e pigiatura, fermentazione e pressatura delle vinacce, stoccaggio e invecchiamento, imbottigliamento e magazzinaggio. Tutte queste funzioni hanno un loro spazio ed un logico percorso produttivo. Ma non basta. Cioè? Oggi la cantina adempie anche ad altre funzioni: l'ufficio aziendale, la saletta degustazione, mensa e spogliatoio, l'area di vendita diretta. È la vetrina dell'azienda, dove il consumatore attento può capire il processo produttivo di ciascun vino e verificarne la validità con la degustazione. È il biglietto da visita che si integra con la realtà turistica che la circonda. Un investimento importante in termini economici... Di certo ci sono tremate un poco le gambe per l'entità dell'investimento (di questi tempi poi!) ma la consapevolezza dell'importanza economica e culturale di una attività viticola in una zona di grande vocazione turistica e di riconosciuto valore naturalistico ci hanno dato fiducia. La tenuta ha una storia importante. Proprio 120 anni fa lo svizzero conte Tobler creava la Tenuta delle Ripalte, fattoria modello, e oggi, sugli stessi terreni, rinasce una nuova agricoltura, con gli stessi obbiettivi di eccellenza. Cosa si augura? Che sia bel tempo innanzitutto... così con positività taglieremo il nastro tricolore alla presenza delle autorità e festeggeremo con brindisi e cibi elbani il nuovo ciclo della fattoria.
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