Il dolore
I consorzi di bonifica? Necessari
Calderini (Colline Livornesi) interviene al convegno «Indispensabili quando il territorio è minacciato da forti piogge»
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ROSIGNANO. Consorzi di bonifica: riconfermata al convegno alla Rea la strategicità di questi enti «soprattutto quando - come nell'ultimo fine settimana - forti piogge mettono a rischio il territorio». E' intervenuto il presidente del consorzio Colline Livornesi Silvano Calderini. Il quale ha sottolineato «la necessità di individuare per le Province, le comunità montane e appunto i consorzi precise competenze». Sulle mansioni, dopo la vice presidente Lilia Benini, è intervenuto il capogruppo Pd della Provincia di Pisa Manolo Panicucci. «Le Province non sono in discussione - ha spiegato - hanno un ruolo. Così come lo hanno questi enti, indispensabili per la salvaguardia del territorio dimostrata sia con la loro operatività sia nella gestione delle emergenze». L'azione strategica è stata approfondita da Federico Pini, presidente della circoscrizione 4 di Livorno. «Impensabile non considerare l'aspetto sicurezza - ha affermato - quando si parla del nostro comprensorio. Le alluvioni di questi anni hanno sottolineato ancora una volta come i consorzi siano le sentinelle preposte a tutelarlo. Troppo facile definirne il contributo come un balzello, senza considerare l'utilità della manutenzione». Con il tempo, è cresciuta anche la collaborazione con gli enti locali, sempre nel rispetto delle leggi, la 34 del 1994 e la 38 del 2003 con i successivi aggiornamenti. Un concetto ripreso dal presidente provinciale della Cia Stefano Poleschi, che ha ricordato come nel 2002, quando l'amministrazione presieduta da Calderini si insediò, al consorzio non fossero mancate le difficoltà, anche per individuarne le competenze. «Confermo che questi enti sono le sentinelle del territorio e a loro spetta il compito di salvaguardarlo. I lavori svolti negli anni lo dimostrano». «Il futuro? Siamo alle ipotesi - ha detto il dirigente della Regione Edoardo Fornaciari - che il consiglio regionale ha studiato e studierà ancora. Senza funzioni non c'è presidio né prevenzione, ma questi enti sono una risorsa che ha costruito una solida rete e ha fatto sistema. La nostra esperienza è a disposizione della classe politica, affinché faccia le proprie scelte. Ma se non ci sono alternative, andremo avanti coi consorzi». Prima del dibattito, le parole del presidente di Impresa Futura Simone Ferri Graziani e le conclusioni del presidente Urbat Fortunato Angelini. «Il lavoro svolto è molto - ha spiegato Angelini - e l'integrazione tra gli enti è basilare per sviluppare la nostra operatività. Abbiamo inoltre studiato un piano di comunicazione regionale e uniformato i piani di classifica affinché le procedure siano più snelle».
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