Il Tirreno

Ghelardini: «Meno introiti dagli speciali e dai solidi urbani, ma la situazione è sotto controllo»

Debiti col Comune, il piano di Rea

La discarica di Scapigliato
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La discarica di Scapigliato

Decreti ingiuntivi ai creditori per saldare 9,3 milioni di fatture

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 ROSIGNANO. Dopo il balletto di cifre (10, 15, 20 milioni) sui debiti di Rea spa verso il comune di Rosignano e le interrogazioni piovute in consiglio comunale dalle opposizioni, una cosa appare certa: l'ex municipalizzata delle Morelline è esposta economicamente - e non di poco - verso palazzo civico.  Non ne fa un mistero il presidente Fabio Ghelardini, che tuttavia tiene a precisare - dopo gli allarmi lanciati dal Cambio, Rds e Pdl - che la situazione «è sotto controllo» e che «un'esposizione verso l'amministrazione comunale c'era anche negli anni scorsi», anche se non di questa entità.  Ma Ghelardini dice anche che, a fronte di questo quadro comunque fosco, Rea non sta con le mani in mano. E chiarisce i conti. Solo di «scoperto», ovvero le fatture non pagate, Rea deve al Comune di Rosignano 9,3 milioni. Non sono buchi di bilancio, ma soldi di «partite di giro». Significa in sostanza che Rea vanta crediti nei confronti d aziende che smaltiscono a Scapigliato e, a sua volta, non può girare i soldi nella tesoreria comunale. «Crediti - precisa il presidente - che Rea ha maturato sia nei confronti di aziende pubbliche che private». I motivi? La crisi, prima di tutto. Si conferisce e si paga sempre più tardi: crisi che investe tutti i settori, dall'edilizia, fino all'anno scorso al tappeto, alle altre produzioni.  A questo si aggiunge che nel 2009 si è assistito ad una drastica riduzione dei rifiuti speciali a Scapigliato, logica conseguenza delle difficoltà che hanno incontrato molte aziende. Senza dimenticare che per un po' di tempo, sempre a Scapigliato, sono stati bloccati i rifiuti speciali in attesa della firma di un'autorizzazione mancante che poi è puntualmente arrivata dalla Provincia.  «Ma per la prima volta - spiega Ghelardini - noi abbiamo registrato una diminuzione anche dei conferimenti degli rsu (rifiuti solidi urbani). E questo è un segnale, a mio avviso preoccupante, della crisi che tocca da vicino le famiglie». Dunque nelle casse dell'azienda sono finiti meno liquidi e la catena dei ritardi nei pagamenti, da parte delle aziende, si è allargata. Ma il presidente assicura che «con alcune imprese stiamo valutando dei piani di rientro». Nei confronti di altre, invece, sono già partiti i decreti ingiuntivi per riscuotere i crediti. E a giugno - assicura Rea - nelle casse comunali arriveranno 3,5 milioni. A.R.

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