Attenzione
Ambulanti abusivi, il Comune intervenga
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Venditore ambulante sulle nostre spiagge Confesercenti: «Accampamenti in pineta e in passeggiata»
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CECINA. Mercati, strade, piazze e spiagge: l'abusivismo dilaga - accusa Confesercenti - e negli ultimi anni è drasticamente aumentato. Dopo la nota di Confcommercio che invoca più controlli contro chi vende al di fuori dei permessi e perlopiù oggetti contraffatti, anche l'altra grande associazione del commercio fa sentire la sua voce. Era stato il consigliere Villani (Pdl), lanciando il sasso nello stagno, a scatenare - sull'argomento - tante reazioni, di tipo diverso fra loro. Oggi Confesercenti sgombra il campo da equivoci e dal rischio di fare razzismo ricordando che «sono decenni che persone immigrate hanno iniziato a vivere al nostro fianco, spesso aiutate nella fase iniziale da cittadini commercianti e non. Molti si sono integrati nella nostra società, nella nostra economia. Le associazioni di categoria - dice Confesercenti - hanno cercato, insieme all'amministrazione comunale di dare risposte concrete individuando aree, zone, posteggi dove far lavorare queste persone chiedendo in cambio solo che venissero rispettate le regole». «Molti sono gli extracomunitari regolari che sono assunti con contratto di lavoro nelle nostre imprese», ma aggiunge: «in questi ultimi anni abbiamo assistito al dilagare dell'abusivismo che a macchia d'olio ha invaso tutto il territorio comunale o meglio tutta la zona della Bassa Val di Cecina, estendendosi dai mercati alle piazze, alle pinete, alle spiagge, per finire nei parcheggi della grande distribuzione e dell'ospedale. Vi sono passeggiate invase dai venditori abusivi che rendono difficile anche il solo passaggio delle persone. Nelle pinete vi sono veri e propri accampamenti. Sulle spiagge diventa difficile il relax, invasi da un flusso continuo di abusivi e non. Al di là di ogni considerazione sull'immagine turistica di un territorio o delle tensioni che si manifestano verso operatori o forze dell'ordine, crediamo sia necessario che i nostri politici smettano di chiudere gli occhi su questo problema. Non è umano obbligare persone a chiedere "l'elemosina", o a farli vivere nell'illegalità senza disegnare un percorso di reale integrazione nella nostra società. Questo può essere perseguito solo con un disegno strategico». Da qui la richiesta di «applicare la legge verso chi non è in regola e chi smercia prodotti contraffatti».
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