Proteste
IMMIGRATI/1
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IMMIGRATI/1 Mandatemi 40 senegalesi e tenetevi Scajola Si ricomincia. Con la prossima apertura delle spiagge il Pdl cecinese tira fuori di nuovo la storia dei senegalesi che danno fastidio perchè portano la povertà a spasso davanti alle nostre sdraio, una cosa che qualcuno non vuole vedere. La motivazione è questa, non raccontiamo storie di legalità; se fosse davvero un problema di legalità, se volessimo davvero stroncare questo commercio, basterebbe seguirne anche uno solo in questi giorni che vanno a Pisa dai loro fornitori e arrestare i grossisti, e confiscare loro la merce, se proprio volessimo. Ma probabilmente in questo caso ci sarebbero sorprese sgradevoli, si scoprirebbe un'economia sommersa che conviene a tanti e che non va toccata; meglio prendersela allora con quelli che nessuno difende e che non hanno diritti. Facile alzare la bandiera della legalità con i poveri e gli ultimi, e prendersi qualche applauso ultrà. Perché quando si fa demagogia invece di provare a risolvere o gestire i problemi, gli applausi si prendono sempre. Ma che paese siamo diventati... è mai possibile che ci diano fastidio quattro o cinque senegalesi che passano, puliti, educati, spesso anche simpatici, che lavorano per mandare qualche euro a casa dalle famiglie, mentre invece stravediamo per burini di successo, ladri arroganti, bonazze sguaiate? Allora facciamo così, faccio una proposta al centrodestra cecinese: se proprio i senegalesi vi danno fastidio sfoltiamone il numero, mandatene una quarantina al mio ombrellone tutta l'estate. In cambio però vi dovete impegnare a tenermi a buona distanza, almeno una cinquantina di chilometri, l'ex ministro Scajola. Diciamo da Marina di Pisa a Follonica; quaranta contro uno, mi sembra una proposta vantaggiosa. Sandro Betti IMMIGRATI/2 Che integrazione è venire a vendere accendini? Cecina? Quale integrazione per gli immigrati? Tutti o tanti parlano di integrazione in Italia, in questo momento c'è? Cosa è giusto fare per integrare un immigrato? Clandestino sì o no? Il termine integrazione indica l'insieme di processi sociali e culturali che rendono l'individuo membro di una società. Il problema è che in Italia questo processo non avviene. Colpa di chi? Di tutti, ma non sicuramente di chi ama la legalità e il rispetto dei diritti e dei doveri come me, e vedendo le ultime elezioni, anche tanti altri. Iniziamo col dire che dare un alloggio fatiscente a persone umane che vengono da un altro paese e consentire loro di andare su e giù per una spiaggia con pesanti borse a vendere braccialettini o stare ai semafori a mendicare non è integrazione! Inultile accusarci di razzismo. In tanti si vedono passare avanti gli immigrati nell'assegnazione delle case popolari. Del resto se è vero che vivere in una repubblica democratica vuol stare a significare che il popolo è sovrano, se al popolo italiano piace tenersi strette cultura e legalità ai fini della propria identità... vogliamo stare a sindacare? Dove stava il Partito democratico quando ha contribuito a farli arrivare? Non poteva legalizzarli subito e fare un flusso migratorio controllato? Mi risulta che l'unica legge che almeno tenta di regolamentare l'accesso e il soggiorno di immigrati in Italia si chiami "legge Bossi-Fini". Forse avrebbe bisogno di correzioni ma almeno quella c'è! Che dire poi della voce della Chiesa, ma la Chiesa con la politica che ci azzecca? Ma non è già uno Stato per conto suo? E allora pensi al suo di stato non a quello delle persone che tutti i giorni vivono la realtà altro che prediche! Io ho tanti amici e conoscenti tra gli immigrati, soprattutto senegalesi, e ritengo che alcuni di loro siano delle degne e rispettose persone che meritano sicuramente di trovare un lavoro umano e dignitoso, non fare la vita da schiavi, e sono d'accordo nel condividere uno spazio sociale senza alzare barriere, del resto se persone di colore sono all'interno di un partito come la Lega significherà qualcosa? Questa è la strada giusta che ogni individuo civile saprà cogliere e valorizzare indipendentemente dalle ideologie e dallo schieramento: stare più attenti alle richieste del cittadino che vive la città, non quello che la vuol far morire. Davide Macelloni RUMORE Troppo zelo e proteste per le feste intorno al duomo Le parole di protesta del parroco del Duomo sul concerto svoltosi un po' di tempo fa in piazza della Chiesa appaiono fuori luogo. A suo dire lo svolgimento dell'evento in concomitanza con la messa delle 18,30 sarebbe stato un gesto "totalmente irrispettoso e gravemente intollerante" verso la sua comunità. Per sostenere ciò bisognerebbe provare però la preordinata volontà degli organizzatori di disturbare la celebrazione liturgica e questo è da escludere a priori. L'accusa dunque è ridicola, e dimostra quanto intolleranre e irrispettoso sia invece chi ha definito spregiativamente il concerto un "pandemonio infernale". È legittimo che la parrocchia, come tutti coloro che abitano o lavorano in centro, chieda di essere preventivamente informata sullo svolgimento di eventi che possono comportarle un disagio, per magari concordare, con gli organizzatori, orari e modalità. Non è altrettanto legittimo pretendere che le proprie esigenze abbiano sempre la priorità e dunque condizionino la vita pubblica di una città. A fronte di un evento eccezionale come un concerto, l'orario della messa potrebbe essere spostato senza con ciò pregiudicare il diritto al libero e pubblico esercizio del culto. Il rispetto che si deve per tutte le celebrazioni religiose, comprese quelle non cattoliche, non può tradursi nell'obbligo di subordinare l'organizzazione di spettacoli e manifestazioni culturali, ai soli interessi di una comunità religiosa. Unanime e rapidissima è stata la reazione del consiglio comunale a questa vicenda: tutti d'accordo nel voler impedire che d'ora in avanti un'altra "demoniaca" manifestazione possa turbare la santa messa. Il sindaco, altrettanto zelante, ha subito annunciato una delibera che forse introdurrà una "fascia di rispetto" per vietare persino l'installazione di bancarelle intorno al Duomo. Ma un provvedimento del genere, oltre che irragionevole, sarebbe discriminatorio verso le altre confessioni religiose, i cui luoghi di culto non sarebbero altrettanto "tutelati". Andrea Ciandri TIRRENICA Serve una soluzione per quell'area di servizio Nelle ultime settimane ho appreso dal Tirreno e dalle iniziative de "Il Cambio" di un'altra vicenda che testimonia la situazione disarmante in cui versa il nostro territorio locale. Mi riferisco al futuro smantellamento dell'area di servizio in località Malandrone sulla variante Aurelia. Al di là del discutibile ampliamento autostradale sull'attuale variante, dobbiamo prendere atto che alcune famiglie non avranno più di cosa mangiare. Parlo per esperienza personale, in quanto ho svolto l'attività di gestore di area di carburanti sulla stessa variante per ben otto anni e so cosa significa lavorare in quel settore. È un lavoro fatto di sacrifici che purtroppo è difficilmente riconvertibile a livello professionale: quindi sarebbe vergognoso anche solo pensare che queste persone possano in tempo breve trovarsi un nuovo impiego. Ovviamente, tutto questo va oltre allo stato di crisi generale che stiamo passando. Vorrei dire a questi lavoratori che li capisco e sono con loro, e spero che al più presto si possa trovare una soluzione a questa situazione che, ripeto, si è verificata quando un bel giorno certi personaggi di potere, di destra e di sinistra, si sono trovati a decidere di procedere senza curarsi delle persone che vivono e lavorano nelle zone interessate. A questi lavoratori e ad altri esprimo la mia solidarietà e disponibilità a partecipare a tutte le iniziative necessarie per evitare che i costi indiretti di un'opera detta di "interesse generale" gravino sulle spalle di pochi inascoltati lavoratori. Maurizio Piccirillo Rifiuti a Montescudaio, e il Comune? Il comune di Montescudaio è incapace di imporsi alla Rea o è indifferente? In più occasioni è stato segnalato a entrambi che all'esterno del cassonetto situato nei pressi del civico n. 1 di via delle Vedove si è accumulata una notevole eterogenea quantitità di rifiuti. Più di una volta mi sono rivolto al numero verde di Rea, ma posso testimoniare che da venerdì 9 a venerdì 30 aprile la suddetta ha provveduto a svuotare il cassonetto verde ma lasciando sul posto tutto il resto. È mai possibile che l'autista del mezzo compattatore non abbia segnalato in azienda il problema? E poi, tenuto conto della collocazione decentrata e nascosta del sito di cui si parla, non sarebbe il caso di spostare altrove il cassonetto-calamita? L'occasione mi permette di richiamare, ancora una volta, l'attenzione del Comune sulla strada delle Vedove che è dissestata in modo indecente. Almeno qualche palata di ghiaia nelle profonde buche! Amen. Luciano Rizzinelli (Montescudaio)
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