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Eolico, ecco perché diciamo sì

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All'intervento di Mariarita Signorini di Italia Nostra, rispondo con piacere, cogliendo l'occasione di chiarire le posizioni della Provincia di Pisa in materia di energia. Un pool di esperti ed esponenti di associazioni ambientaliste di grande prestigio (tra cui Amici della Terra e Wwf) ha appena inviato - ne ho avuta copia in anteprima - una lettera aperta ai presidenti di tutte le Regioni e Province italiane. Il messaggio è netto: restano pochissimi anni per sostituire quanto più possibile le fonti fossili con le rinnovabili. Va in tal senso l'azione della Provincia di Pisa e della Regione Toscana, la cui ben nota contrarietà al nucleare si accompagna ad una forte azione propositiva a favore delle sorgenti alternative.  E già i parchi eolici e le installazioni fotovoltaiche in esercizio sulle colline pisane e di Grosseto hanno messo fuori gioco le inquinantissime centrali termoelettriche ad olio combustibile di Piombino e di Livorno.  Rispetto al Pier-Piano di indirizzo regionale, la dottoressa Signorini omette di ricordare che esso indica in 700 Mw la potenza eolica da installare in Toscana: più del doppio di quanto da lei riportato; e in tale ottica almeno 150 Mw a Pisa ci stanno tutti.  Non è vero poi che gli impianti pisani rendano poco. E a proposito della vocazione all'eolico, la campagna anemometrica dell'Agenzia energetica provinciale, risalente a 7-8 anni fa, prendeva in considerazione la tecnologia dell'epoca: nel frattempo si sono fatti passi da gigante; e se è innegabile che la maggior parte del nostro territorio non risulta vocato all'eolico, teniamo presente che si parla di quasi 2.500 km quadrati.  Quanto alle valutazioni d'impatto ambientale, queste sono decise in sede regionale. Altro punto, il consumo di territorio. Del tutto errato pensare che gli impianti eolici ne sottraggano di più rispetto ai termoelettrici tradizionali: al contrario. Infine, gli incentivi pubblici, che secondo Signorini, motiverebbero la diffusione degli impianti eolici. Primo, tali incentivi non sono in effetti "pubblici": i certificati verdi sono collocati sul mercato e per lo più acquistati dalle società di distribuzione elettrica.  Inoltre, dopo il periodo di 15 anni di accesso ai certificati verdi, gli impianti eolici saranno mantenuti attivi oppure obbligatoriamente smantellati a spese dei proprietari. Valter Picchi (assessore all'Ambiente della Provincia di Pisa)

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