Gioco
Una discarica abusiva, cavalli e bovini maltenuti Azienda agricola nei guai
◗
Uno dei cavalliBlitz di carabinieri, Nas, Noe e Asl ai Ghiacci Sequestrata l'area, denunciati padre e figlia
2 MINUTI DI LETTURA
DONORATICO. Doppia denuncia penale per Sergio Boscaglia e la figlia Sabrina, titolari di una nota azienda agricola a Donoratico. Al termine di un sopralluogo nella loro proprietà, in località Ghiacci, i carabinieri hanno sequestrato un'area di 1.200 metri quadrati adibita a discarica e preso provvedimenti per cavalli e bovini che, secondo gli accertamenti, erano tenuti in condizioni non idonee. Il blitz è avvenuto venerdì mattina (ma la notizia è stata diffusa ieri) e ha visto la partecipazione dei carabinieri della compagnia di Cecina, di quelli del Nucleo operativo ecologico di Grosseto e del Nucleo antisofisticazioni e sanità di Livorno, con il supporto del servizio veterinario dell'Asl. In una nota, i carabinieri spiegano di aver constatato che, nell'area posta sotto sequestro, erano stati abbandonati rifiuti di vario genere: carcasse di auto, attrezzi agricoli in disuso, bidoni, vecchi elettrodomestici, residui di lavorazioni edili, vecchie roulotte. Tutto materiale ferroso che, spiega il capitano Pasquale De Corato, «abbandonato in quel modo alle intemperie, con il passare del tempo è in grado di inquinare l'ambiente e in modo più grave le falde acquifere, causando gravi danni». Di qui il sequestro dell'area. I militari del Nas e il veterinario dell'Asl si sono invece occupati degli animali, una trentina di cavalli e quattro bovini. Nulla da dire sul loro stato di nutrizione, è stato invece contestato il modo in cui erano ricoverati. Alcuni cavalli, spiegano ancora i carabinieri, erano rinchiusi in recinti piccoli e sporchi, sprofondavano nel fango e potevano ripararsi solo sotto strutture precarie. Altri erano ricoverati in box in muratura e legno, vecchi e pericolanti, con il fondo coperto di deiezioni e paglia. A loro volta i bovini erano custoditi in un recinto coperto da lamiere male assemblate, con il fondo coperto da fango, paglia ed escrementi, ove gli animali affondavano le zampe. Cavalli e bovini sono stati trasferiti in un'altra sede, sempre all'interno dell'azienda, in attesa che i titolari provvedano. Al termine il rapporto è stato trasmesso alla Procura di Livorno.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
