Il Tirreno

«Quei binari di manovra sono una minaccia»

Al presidio c’era anche una delegazione dell’Assemblea 29 giugno di Viareggio. Sulla destra il ferroviere Dante De Angelis
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Al presidio c’era anche una delegazione dell’Assemblea 29 giugno di Viareggio. Sulla destra il ferroviere Dante De Angelis

Il ferroviere-sindacalista De Angelis interviene al presidio di Md

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 ROSIGNANO. Scuote la testa Dante De Angelis, il macchinista romano prima licenziato e poi riassunto da Ferrovie per le sue battaglie sulla sicurezza, guardando quei binari di manovra della Solvay. «Non c'è cosa più pericolosa - dice De Angelis - che dare per scontata una situazione che ormai è così da anni. Questi binari nel centro di Rosignano rappresentano una minaccia e trovare una soluzione per spostarli sarebbe almeno saggio, per non dire doveroso».  De Angelis ieri è intervenuto al presidio di protesta contro le cisterne pericolose della Solvay, che si è svolto davanti la Coop. Con lui anche una delegazione dell'Assemblea 29 giugno di Viareggio. In piazza anche i rappresentanti di Medicina Democratica (che ha promosso l'iniziativa), del Comitato per il referendum al terminal gas e il Comitato acque chiare. «Hanno aderito - spiega Maurizio Marchi di Md - il Comitato noffshore di Livorno, Grillini di Rosignano, Comitato blocco popolare, Cittadini ecologisti, Alleanza Livorno libera e Partito comunista dei lavoratori».  De Angelis riprende la sua analisi. «La presenza di questi binari nel centro cittadino - dice il ferroviere - è ormai anacronostica: dobbiamo renderci conto che il rischio di incidente è elevato e che la prevenzione non è mai troppa. Quanto successo a Viareggio dovrebbe essere da insegnamento: quando si parla di ferrocisterne il danno che può creare un incidente può essere di grandissima portata».

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