Sicurezza
Bufera sugli ambulanti in spiaggia
Villani propone il numero chiuso, l'Arci insorge: demagogia e razzismo
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CECINA. Il 25 la mozione sul numero limitato di ambulanti in spiaggia verrà discussa in consiglio. Nel frattempo la proposta di Francesco Villani, consigliere Pdl, scatena un putiferio. L'Arci dice di essere senza parole. Che invece ne ha, e forti: «E' vero - scrive l'Arci - che l'amministrazione deve garantire l'esercizio delle attività balneari, ma questo non ha nulla a che vedere col tipo di ambulanti cui il consigliere di opposizione si riferisce. L'equazione di Villani "bagnanti contro ambulanti" appartiene alla cultura politica filoleghista che rasenta l'inciviltà. Il Comune non può e non vuole vestire i panni del beach ranger per dare la caccia ai migranti che vendono merci sulle spiagge. Il rispetto per le leggi è dovuto e la legalità è un tema a noi caro ma un paese civile e democratico non può trasformarsi in un imbroglio di divieti privi di significato e prospettive. E' singolare che, invece di trattare i molti problemi sociali, ambientali ed economici del territorio, un partito come il Pdl locale non riesca a fare di meglio che ricalcare i disegni populisti del governo nazionale». Mafiosi e collusi. Sulle merci contraffatte, l'Arci ribadisce che «entrano nel nostro paese con la complicità delle mafie e di imprenditori collusi. Certo, va contrastato il mercato illegale, ma non sulla pelle di chi cerca di sbarcare il lunario lavorando. Gli ambulanti sono l'ultimo anello di una lunga catena». Diritti dei migranti. «L'altra faccia della medaglia - aggiunge l'Arci - è lo stato dei diritti delle persone immigrate di cui Villani non pare interessarsi, dimentico del fatto che la Costituzione garantisce al cittadino straniero il diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. Nessuno vuole ergere gli immigrati su un piedistallo ma se il Bel paese combatte la crisi, e talvolta cresce e produce, è grazie al lavoro degli immigrati le cui tasse permettono di pagare buona parte delle nostre pensioni». No razzismo. «Dovremmo affrontare i veri problemi inerenti l'immigrazione - conclude l'Arci - Così come siamo aperti al dialogo sullo stato delle nostre spiagge e sui servizi ancora mancanti sulla nostra costa. Basterà tenere a mente che il nostro è ancora uno stato di diritto che ripudia ogni forma di razzismo e xenofobia. E che servono proposte civili e costruttive e non toni da campagna elettorale» Demagogia. Anche il sindaco parla di demagogia: «E' innegabile il problema delle vendite abusive e in particolare di prodotti contraffatti - dice Stefano Benedetti - Il fenomeno va contrastato ma è complesso e gli enti locali non possono essere lasciati da soli ad affrontare queste problematiche. In ogni caso non si può colpire solo l'ultimo anello della filiera, costituito in gran parte da immigrati ma più in generale da persone che vivono una vita disagiata, di povertà e difficoltà. Questa merce da qualcuno viene acquistata e affidata agli ambulanti, e prima ancora viene prodotta». Mozione pericolosa. «Per quanto ci riguarda - prosegue Benedetti - faremo il possibile per contenere il fenomeno della vendita abusiva. Ma partendo da questa riflessione. La mozione di Villani sulle spiagge, sui limiti agli ambulanti, è demagogica e non serve assolutamente a risolvere il problema. Ci sono persone in regola, che tutti gli anni fanno domanda, ottengono la licenza di commercio ambulante, vengono autorizzate a girare sulle spiagge. E non mi sembra che siano troppi. L'anno scorso erano 25. Aggiungo che la mozione Villani, anche se presentata con toni soft, rischia di alimentare un clima di sospetto, preoccupazione e paura nei confronti delle diversità».
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